la Repubblica, 20 ottobre 2018
L’anello per cellulare
Anello di fidanzamento, anello di matrimonio, anello e basta? No, niente di tutto questo. Style Ring è un anello per cellulare. Si fissa sul retro dello smartphone mediante un forte adesivo e serve per indossarlo mentre si scatta un selfie; così non c’è il rischio che cada di mano mentre si scatta. L’impugnatura è ora sicura.
Vengono venduti a prezzi che vanno dai 6 ai 19 euro, dipende dalla qualità dell’oggetto, dalla capacità di incollarsi al cellulare e di resistere al frequente uso. Si può dire che le persone con Style Ring si sono fidanzate, o sposate, con il loro smartphone? Probabilmente sì.
L’anello per impugnarlo è un’alternativa all’asta con cui si può allontanare il cellulare da sé per scattare selfie. Là era una sorta di protesi del braccio, adatta a chi non aveva arti sufficientemente lunghi; qui invece lo smartphone viene riportato alla misura della mano, meglio delle dita: si può indossare e stringere meglio a sé. Così non cadrà mentre ci si posiziona per lo scatto; e anche andando per strada, come accade spesso, si può scrivere o leggere sullo schermo senza timore che cada per terra. Capita infatti a varie persone, distratte da questa attività, di urtare altri passanti o pali e oggetti disposti sui marciapiedi.
Perciò il prezioso iPhone cade di mano e il vetro si rompe. Insieme all’anello è offerta anche una versione con il nastro: avvolge l’intera mano o il polso così da svolgere la medesima funzione; i nastri, poi, ricordano quelli che usano le ragazze per stringere i capelli e fissarli sul capo.
Dalle immagini pubblicitarie di questi oggetti, sembrerebbe che i destinatari ideali siano soprattutto le donne, le giovani in particolare, che hanno più consuetudine con oggetti simili. L’anello è tradizionalmente un oggetto magico, detiene poteri occulti e come tale viene custodito da chi lo possiede. Riguarda i legami tra le persone, tra vivi, ma anche tra vivi e morti. L’anello è il protagonista di fiabe, racconti, romanzi e cicli narrativi come Il Signore degli anelli.
C’è l’anello di re Salomone che, come ricorda Konrad Lorenz, permette a chi lo indossa di capire il linguaggio degli animali e di parlare loro. L’anello più famoso è però quello di Gige, di cui parla Platone nella Repubblica. La sua prerogativa è di fornire invisibilità a chi lo indossa; funziona solo quando Gige rivolge il castone verso se stesso, all’interno della mano. Style Ring funziona in modo inverso: è un anello per rendere visibili. Lo scopo dei selfie è appunto quello di rendersi visibili, a se stessi e agli altri. In una società di massa come l’attuale siamo tutti a rischio di scomparsa. Non è forse questa la ragione recondita di tanti scatti digitali? L’anello dello smartphone serve a combattere l’angoscioso pericolo, a farci vedere. Gige alla rovescia.