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 2018  ottobre 20 Sabato calendario

Salvatore Mannino, l’imprenditore che ha perso la memoria

firenze Dicono che quando ha visto le foto ha tremato. Di fronte alle immagini di casa sua, della comunione della figlia, di lui felice con la moglie, una qualche reazione l’ha avuta. Come se lo attraversasse un’emozione. È stato solo un attimo, però: Salvatore Mannino continua ad essere distante. Non parla più l’italiano ma un inglese da bambino e non ricorda nulla. Il mistero dell’imprenditore di 52 anni di Lajatico in provincia di Pisa, è ancora chiuso da qualche parte nella sua testa, dentro una stanza dell’ospedale universitario di Edimburgo. Da due giorni con lui ci sono la moglie, uno dei quattro figli e una cugina che provano a sbloccare i suoi ricordi e farlo tornare quello di prima. Lui continua a rivolgere verso di loro sguardi vuoti. Li osserva e non capisce, anche se ieri quando li ha incontrati nel corridoio del reparto si è diretto verso la moglie e l’ha presa per mano. «Perché sono venuto fin qui?», ha detto (in inglese) quando gli hanno mostrato sulla mappa tutta la strada che aveva fatto. Stupore e poi paura. Questo hanno provato i familiari dell’imprenditore il 19 settembre, quando hanno visto in casa un messaggio in codice scritto su un foglio bianco sul quale erano posate due mazzette di banconote, per 10.300 euro in tutto. Il figlio ha interpretato le stringhe numeriche lasciate dal padre, che significavano: «Perdonami, scusa». Sembrava l’addio di un suicida e infatti è stato subito dato l’allarme ai carabinieri. Sono passati i giorni ma dell’uomo non si è trovata traccia. La moglie e i figli sono restati nel buio per quasi un mese. Poi il 16 ottobre è giunta l’ormai insperata telefonata. Il giorno dopo essere scomparso da Pisa, Salvatore Mannino si trovava a Edimburgo, in Scozia. Lo hanno visto a terra, privo di sensi, dentro la cattedrale di St. Giles. Forse è stato rapinato, dato che non aveva più i soldi e i documenti, anche se al polso portava ancora un orologio molto costoso. In ospedale è arrivato in stato confusionale. Non era in grado di dire chi fosse e da dove venisse, parlava un inglese elementare. Gli esami hanno escluso problemi al cervello o anche intossicazioni da sostanze. Grazie alle etichette dei suoi abiti i medici e gli infermieri hanno capito che era italiano. Così gli hanno mostrato una serie di foto di città del nostro Paese per farsi almeno dire da quale zona provenisse. Tutto inutile, nessuna piazza, strada o veduta suscitava in lui emozioni. In ospedale hanno anche pensato che facesse finta. Così è stata sistemata una telecamera nella sua stanza per controllare come si comportava una volta restato solo. Non succedeva niente di strano, il paziente non cambiava atteggiamento. La svolta è arrivata grazie all’articolo di un giornale inglese, che ha ripreso quanto raccontato dalla stampa italiana. Durante le ricerche dell’imprenditore è stato controllato il suo computer e si è visto che subito prima di partire, il 18 settembre, aveva controllato il meteo di alcune città europee: Parigi, Londra, Aberdeen e appunto Edimburgo. Il giornale britannico ha così scritto la notizia, che è stata letta anche nell’ospedale scozzese, dove hanno finalmente capito chi fosse il loro misterioso paziente. La moglie, insegnante di inglese, un figlio e una cugina di Salvatore Mannino sono arrivati a Edimburgo l’altro ieri. Sono rimasti a lungo con i medici, hanno detto che non aveva malattie particolari. Ora si lavora per riportarlo in Italia. I dottori scozzesi vogliono essere certi che venga ricoverato in una psichiatria del nostro Paese e ieri sera hanno preso contatto con quella dell’ospedale di Pisa. «In assenza di danni cerebrali documentabili, come ictus o emorragie, è consigliabile mantenere un sanissimo dubbio sulla natura di questi episodi. Può trattarsi magari di un problema psichiatrico», dice il professor Gabriele Miceli, ordinario di Neurologia all’Università di Trento. Emilio Sacchetti, che insegna Psichiatria a Brescia, spiega che la perdita della memoria con queste modalità «è un fatto molto raro. Può derivare da uno stato confusionale post psicotico. Bisogna fare una attenta osservazione per arrivare a una diagnosi. Sono problemi dai quali si può anche recuperare, anche se quando alla base c’è un trauma emotivo i tempi potrebbero essere lunghi».