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 2018  ottobre 18 Giovedì calendario

Il debito della Cina

Il debito ufficiale già di suo è bello grosso, 34 mila miliardi di dollari tra pubblico e privato. Ma a gonfiare al limite dell’esplosione la bolla finanziaria cinese ce ne sarebbe un altro nascosto da quasi 6 mila miliardi, «un iceberg con rischi titanici». L’immagine è di Standard & Poor’s che ha provato a quantificare l’esposizione “nera” degli enti locali, che spesso usano strumenti finanziari particolari per non far figurare il dovuto sul proprio bilancio. Aggiunta al totale, la quota porterebbe il solo debito pubblico cinese al 60% del Pil, un livello preoccupante per un Paese ancora in via di sviluppo. Una conferma di quanto siano stretti gli spazi di manovra per Xi Jinping di fronte a un rallentamento dell’economia. A parole, la Cina vuole continuare la campagna di riduzione della leva finanziaria attuata negli ultimi due anni, nei fatti ha approvato una serie di stimoli fiscali, invitando gli enti locali a emettere nuovi bond per investire in infrastrutture, e monetari, incentivando i prestiti bancari. Altro credito, a un’economia già schiacciata dai debiti.