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 2018  ottobre 17 Mercoledì calendario

“È LUI ADESSO CHE NON CONTA PIÙ UN CAZZO” – NEL GOVERNO SI RIAPRE LA GUERRA DI MAIO-GIORGETTI - L'EX BIBITARO NON SI È MAI SCORDATO QUELLO CHE DISSE DI LUI IL PLENIPOTENZIARIO DI SALVINI A MAGGIO (“NON CONTA UN CAZZO”) E ORA PROVA A VENDICARSI – COME? INVITANDO MATTARELLA A CAMBIARE INTERLOCUTORE, PERCHÉ “GIORGETTI NON RAPPRESENTA LA LINEA DEL GOVERNO” - L’ULTIMA BATTAGLIA SULLA MANOVRA E L’ASSE CHE LEGA IL SOTTOSEGRETARIO AL COLLE E A MARIO DRAGHI… -

Dopo qualche mese di tregua armata è riesplosa la guerra tra Luigi Di Maio e Giancarlo Giorgetti. "Di Maio non conta più un cazzo", aveva detto il sottosegretario alla presidenza a maggio durante i giorni delle trattative per il contratto di governo e quando il grillino si era messo via le sue aspirazioni da premier. E ora la tensione tra i due è riemersa più alta di prima tanto che Di Maio ha detto ai suoi: "E' lui adesso che non conta più un cazzo".

Un messaggio che il vicepremier grillino ha fatto arrivare anche al Quirinale: a Sergio Mattarella è stato chiesto, riporta La Stampa in un retroscena, di cambiare interlocutore perché "Giorgetti non rappresenta la linea ufficiale del governo". Giorgetti sarebbe colpevole di respingere qualsiasi richiesta grillina: "Per me vale la parola di Matteo Salvini, di nessun altro", ripete continuamente Di Maio.

L'ultima battaglia si è consumata lunedì 15 ottobre quando Di Maio voleva inserire le pensioni d'oro nel decreto fiscale e Giorgetti gli ha spiegato che non era possibile: "Basta, il Quirinale non deve parlare con lui, ma con noi" è stato lo sfogo. Quello che il vicepremier vuole rompere è proprio questo asse tra Giorgetti, il Colle e Mario Draghi. Anche se tra leghisti e pentastellati di governo Giorgetti è molto stimato: "Meno male che c'è lui".