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 2018  ottobre 17 Mercoledì calendario

«I bastardi di Pizzofalcone» nella giostra dei sentimenti

La morale è che non sempre un panettiere è buono come il pane. È iniziata la seconda stagione de «I bastardi di Pizzofalcone», la fiction ambientata in un antico e difficile quartiere di Napoli e liberamente tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni (che firma anche la sceneggiatura con Dido Castelli; regia di Alessandro D’Alatri). La prima stagione, si era conclusa con una bella notizia: il questore aveva concesso al commissariato (una squadra di agenti scombinati e un po’ borderline) altri sei mesi per «rimettersi in piedi» ed evitare la chiusura definitiva (altrimenti, addio seconda stagione!).
Com’è noto, il protagonista, l’ispettore Lojacono (Alessandro Gassman) è il leader di un gruppo di poliziotti dai modi un po’ sbrigativi. Ma la prima puntata, «Cuccioli», partiva da una neonata abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura (anche i poliziotti hanno un cuore); la seconda, «Pane», da un flashback tipo «Mulino bianco» che esaltava le virtù del lievito madre, e dall’uccisione di un fornaio. Questo per dire che la serie non si basa solo sul «bastardismo» (agenti scomodi, conflitti con altri corpi dello Stato, passati misteriosi…) ma gioca molto sui sentimenti, una miscela perfetta per Raiuno (lunedì, ore 21,20). «I bastardi di Pizzofalcone» si esprime con un doppio registro: il poliziesco e la soap. 
Da un lato, le inchieste (tutti credono che il fornaio Granato sia stato ucciso dalla mafia, ma l’ispettore Lojacono, sempre imbronciato, scopre invece che, incredibilmente, è stata la sorella); dall’altro, la giostra dei sentimenti, sempre in movimento, specialmente tra l’ispettore Lojacono e il pubblico ministero Laura Piras (Carolina Crescentini). C’è anche la situazione, trattata con molta delicatezza, di un amore omosessuale fra due poliziotte. Altri interpreti: Antonio Folletto, Gioia Spaziani, Gennaro Silvestro, Massimiliano Gallo e Tosca D’Aquino.