la Repubblica, 17 ottobre 2018
Ritratto di famiglia in un eco-interno
I due cuori c’erano e la “capanna” l’hanno costruita proprio come la desideravano. Anzi, lui Andrea Serri (manager di Confindustria Ceramica e Cersaie) ne ha fatto dono a lei, sua moglie, per la festa dei cinquant’anni. È stata pensata per amore” casa Monica”, ideata per passione e realizzata come una sfida all’impossibile. Il risultato è sorprendente: un villino delizioso nel centro di Modena che racchiude un cuore tecnologico, un sistema perfetto di domotica e energia green. Tanto ecosostenibile da essere stato premiato in base al Protocollo Gbc Home ( Green Building Council Italia), equivalente del Leed americano ( Leadership in Energy and Environmental Design) con il livello Platinum il più alto raggiungibile. Primo caso in Italia. Il villino è in un’area accanto ad una ex fabbrica i cui dipendenti costituirono la cooperativa di edificazione “La casa del lavoratore”, era l’Officina Fratelli Martinelli fondata nel 1908 che produceva aratri ( chiusa nel 1973). Un lotto del ‘ 52 di mono e bifamiliari basse, simmetriche, stesse facciate e tetti spioventi. Solo il drone che le riprende dall’alto svela la differenza:” casa Monica” è stata demolita e ricostruita ma per dimensione e stile è identica alle altre, spicca allo stesso tempo per omogeneità e diversità, un vero modello per chi vuol “ben costruire”.
«Credo molto nella sostenibilità che riguarda ciascuno di noi. E quando è toccato a me mi è sembrato giusto essere coerente», spiega Serri. «La mia casa è una goccia nell’oceano, ma se ciascuno fa la sua parte si può contrastare il cambiamento climatico». Infatti la casa si alimenta con il calore del sole e si raffredda con la bassa temperatura del sottosuolo. È” carbon free”, senza emissioni, ed è intelligente: per esempio la stazione meteo sul tetto, collegata con sensori al terreno del giardino, blocca l’irrigazione se piove o nevica. Tutti gli impianti, cioè il fotovoltaico, il solare e il geotermico, sono integrati e mantengono un equilibrio “scambiandosi” energia. Un sistema domotico monitora e gestisce il tutto, facendolo funzionare con pochi e semplici comandi. A dirlo sembra facile. Ma c’è voluto un anno a studiare, spesso di notte, le tecniche costruttive e gli impianti di nuova generazione. «Mesi di ricerca continua e di email in copia con il team di professionisti, giovani e con esperienza in sistemi complessi come quelli industriali», continua Serri, «nove tecnici, ognuno con la sua specializzazione, una progettazione integrata perché per raggiungere alti standard qualitativi bisogna avere subito le idee chiare. Ora ho un archivio di documenti e immagini. Il lavoro giorno dopo giorno».
Perché quadrasse ogni cosa è stata seguita una rigida certificazione che Andrea Serri ha scelto con consapevolezza: «Il protocollo Gbc Italia-Leed non si limita a considerare la sola qualità energetica dell’involucro, ma premia con punti tutte le azioni virtuose, dalla scelta del sito alla vicinanza ai mezzi pubblici, dal riciclo dei materiali demoliti al verde esterno, dalla produzione di energia rinnovabile alla qualità indoor, all’uso della ceramica certificata in tutta la casa». Inoltre Certiquality, un ente di certificazione indipendente, ha validato le scelte progettuali e costruttive. E non bisogna pensare che una casa ecosostenibile sia” roba da ricchi”. Il costo di fabbricazione è sui 4mila euro al mq. «Tra le voci che fanno aumentare la spesa rispetto a una costruzione tradizionale ci sono i costi di progettazione e certificazione, pari al 7% del totale, e di impiantistica, il 20%», calcola Serri, «ma si tratta di un investimento che rientra in parte grazie agli incentivi del 50 e del 65%. E con i tre impianti l’obiettivo è puntare verso l’autosufficienza energetica: consumare solo ciò che si produce».
Una linea sostenuta da Giuliano Dall’Ò, presidente del Gbc Italia: «I vantaggi competitivi, per coloro che adottano tali standard, sono identificabili soprattutto nella grande qualità finale del manufatto, nel notevole risparmio di costi di gestione che questi edifici permettono di ottenere se comparati con edifici tradizionali, e nell’elevato livello di comfort e salubrità per gli occupanti». È c’è una recentissima indagine ( Re+ Build 2018) che ha verificato se il mercato immobiliare apprezzi l’offerta green. È stato preso in esame il segmento ( campione) dell’offerta direzionale di alcune aree di Milano con l’ipotesi che questo segmento anticipi tendenze future in tutto il Paese. Ebbene, le indagini hanno evidenziato un premium price statisticamente significativo per immobili certificati ai livelli più elevati ( Leed Gold e Platinum) con differenziali di prezzo che vanno dal 7 al 14%. E c’è anche il tasso di preferenza per gli immobili green, di 4 volte superiore rispetto a quelli standard: entro 6 mesi dall’immissione sul mercato la percentuale di locazione è dell’80% per quelli green contro il 21 degli immobili non certificati.
Ma è stata la salubrità il concetto portante per la famiglia Serri: «Mia moglie ha voluto fortemente realizzare questo sogno, io l’ho condiviso, da qui in nome di” casa Monica”. Ci siamo divisi i compiti: a me la parte strutturale e dell’impiantistica, a lei invece l’estetica, i colori, l’arredamento e le finiture. Anche mio figlio Paolo ha partecipato, scegliendo l’arredamento della sua zona, la camera, bagno e living al piano terra, con una parete rossa nella stanza, la carta da parati urban style e il libero accesso per la bicicletta, la sua grande passione. Abbiamo fatto sacrifici, che avevamo messo in conto: per due anni niente viaggi all’estero. Siamo stati determinati, ma soprattutto forti di quell’unione che è la base della nostra vita in comune».