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 2018  ottobre 17 Mercoledì calendario

Il restauro in streaming di Rembrandt

Si potrebbe iniziare parlando dell’era dello streaming, del nebuloso concetto di trasparenza, di muri e tetti di cristallo, ma la realtà è che forse un po’ tutti abbiamo provato almeno una volta il desiderio di rivivere quella “Ronda di notte” di Rembrandt che il Rijksmuseum di Amsterdam si appresta a restaurare sotto gli attenti occhi del mondo. Godard stesso aveva voluto riassaporarne la creazione e lo spirito in Passion, Gustav Mahler le aveva dedicato la sua Settima sinfonia, Peter Greenaway addirittura due film perché considera l’opera pari alla Cappella Sistina, a Monna Lisa e all’Ultima cena. Dunque, sorprende ma non stupisce l’annuncio del museo della capitale olandese di rinnovare in pubblico il capolavoro del maestro olandese, in una cappa di vetro da vivo e in diretta video in Internet, in modo che «tutti potranno seguirne il restauro dovunque essi si trovino», ha dichiarato al Guardian Taco Dibbits, direttore del Rijksmuseum, «è un’opera troppo importante, ve la faremo ammirare anche durante il restauro: come guardare un cuoco all’opera in cucina». Calma però, i famelici dell’arte dovranno pazientare. I lavori di restaurazione di questo capolavoro dell’Età d’oro olandese (1642) partiranno nel giugno dell’anno prossimo. Prima c’è da celebrare il 350esimo anniversario dalla morte di Rembrandt e l’enorme dipinto alto 3,5 metri in altezza e largo 4,5 (e pensate che nel XVIII secolo i suoi tutori lo segarono pure sul lato sinistro, tagliando dalla Storia due sfortunati protagonisti) deve resistere ancora un po’, visto che ogni anno dal suo altarino la “Ronda di Notte” riceve due milioni di visitatori. Poi passerà alle cure dei restauratori: l’opera verrà prima mappata per oltre due mesi, millimetro per millimetro, con scanner speciali e analisi computerizzate, per avere il cosiddetto “quadro della situazione”. Poi inizierà il lavoro vero, che durerà anni e costerà molti milioni di euro (le cifre precise, di entrambi, non si sanno).
E pensare che questo capolavoro commissionato a Rembrandt dal capitano Francis Banninck Cocq, che raffigura i membri di una guardia civile e che ebbe l’innovazione di farlo “in movimento”, è stato anche molto odiato. Nel 1990 un uomo disoccupato gli spruzzò dell’acido: l’intervento immediato degli inservienti fu fondamentale. Quindici anni prima, un insegnante, anch’egli senza lavoro, fece zigzag sulla tela con un coltello da cucina, le cicatrici si vedono ancora: non venne mai incriminato per questo gesto, ma si suicidò pochi mesi dopo.