La Stampa, 17 ottobre 2018
A New York un week end senza sparatorie
Un intero weekend senza sparatorie né omicidi. È successo a New York, e non capitava da 25 anni (l’ultima volta era il 1993, quando alla Casa Bianca comandava Bill Clinton). «Neanche un colpo per tutto venerdì, sabato e domenica. È qualcosa di cui non solo noi agenti, ma tutti i newyorkesi possono andare fieri», ha esultato ieri James O’Neill, il capo del New York Police Department.
La parentesi non violenta – per la quale si è congratulato anche il sindaco Bill de Blasio – era cominciata giovedì a mezzogiorno, dopo che un uomo alla guida di una Nissan ne aveva ferito un altro nel quartiere di Canarsie, a Brooklyn. Un proiettile sparato nel Bronx alle 13.15 locali di lunedì ha riaperto la scia di sangue. Ma il dato del weekend segna un trend più che rassicurante. A New York infatti, dove le leggi per acquistare e vendere armi sono tra le più restrittive del Paese, il numero di sparatorie è in calo: il 7 ottobre erano 600 le persone coinvolte in conflitti a fuoco dall’inizio dell’anno, -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2017.
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Un intero weekend senza sparatorie né omicidi. È successo a New York, e non capitava da 25 anni (l’ultima volta era il 1993, quando alla Casa Bianca comandava Bill Clinton). «Neanche un colpo per tutto venerdì, sabato e domenica. È qualcosa di cui non solo noi agenti, ma tutti i newyorkesi possono andare fieri», ha esultato ieri James O’Neill, il capo del New York Police Department.
La parentesi non violenta – per la quale si è congratulato anche il sindaco Bill de Blasio – era cominciata giovedì a mezzogiorno, dopo che un uomo alla guida di una Nissan ne aveva ferito un altro nel quartiere di Canarsie, a Brooklyn. Un proiettile sparato nel Bronx alle 13.15 locali di lunedì ha riaperto la scia di sangue. Ma il dato del weekend segna un trend più che rassicurante. A New York infatti, dove le leggi per acquistare e vendere armi sono tra le più restrittive del Paese, il numero di sparatorie è in calo: il 7 ottobre erano 600 le persone coinvolte in conflitti a fuoco dall’inizio dell’anno, -1,1% rispetto allo stesso periodo del 2017.