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 2018  ottobre 16 Martedì calendario

Fiori d’autunno

Passeggiare per la città fra i fiori di ciliegio, costeggiare i biancospini che svettano dalle siepi o ammirare le nuvole bianche di pyrus calleryana, un albero orientale simile al pero. Poi, alzando lo sguardo sui balconi, osservare variopinti gerani. Eppure dovremmo essere in pieno foliage ovvero quello spettacolo magico che regala l’autunno facendo cadere sui marciapiedi le foglie colorate. È l’effetto delle fioriture «isteriche», ovvero la presenza di fiori schiusi in un periodo in cui la natura dovrebbe essere a riposo.
«Le gemme fiorifere si sono aperte perché sono ingannate da queste temperature sopra la media – spiega l’agronomo Rolando Manfredini, responsabile qualità di Coldiretti – che fa pensare loro di essere più in primavera che in autunno. Per questo le nostre città hanno assunto colori diversi dal solito e nelle campagne, per esempio, sono ancora fiorite le viole del pensiero. Per la floricoltura ci saranno dei benefici per i crisantemi, le ortensie, le dalie e i ciclamini. Sarà un’annata straordinaria per la bellezza dei prodotti che arriveranno sui banchi dei fioristi».
Anche alcune colture ne beneficiano. «Le piante fruttifere sono in piena vegetazione – dice l’agronomo – perché la linfa si muove e questo è un vantaggio per la raccolta delle mele, pere e olive». Buone notizie per la vendemmia. «Le viti si ammalano di meno – prosegue Manfredini –, il sole sotto raccolta rende il grappolo più zuccherino e si alza la qualità della produzione. Infine, gli agricoltori svolgono i programmi di preparazione e semina dei terreni in condizioni ottimali».
Effetti dei cambiamenti climatici, che alimentano però dei gravi rischi. «Quando si altera il ciclo vegetativo – conclude Manfredini – se poi arrivano forti abbassamenti della temperatura, le piante non sono pronte a difendersi dall’inverno».
I cambiamenti climatici sono poi all’origine di drammatiche calamità naturali come quelle che si sono abbattute di recente su Calabria e Sardegna.
La stima dei danni è impressionante. Secondo un’analisi condotta dall’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei disastri naturali (la Unisdr), in Italia negli ultimi vent’anni, il conto è stato di 48,8 miliardi. Il nostro Paese è, infine, settimo nella classifica di quelli più colpiti per alluvioni, siccità, tempeste, ondate di calore.