la Repubblica, 15 ottobre 2018
John Le Carré boccia la scuola dei premier
È soprannominata la scuola dei re: ci ha studiato tra gli altri il principe Willliam, futuro sovrano. E la chiamano anche la scuola dei premier: ne sono usciti di lì in diciannove, per limitarsi al Regno Unito, l’ultimo il conservatore David Cameron. Ma Eton College per John Le Carré è piuttosto “una maledizione mondiale”, una fabbrica dell’élite più arrogante ed esclusiva, di cui l’ex ministro degli Esteri Boris Johnson, aspirante a diventare il ventesimo primo ministro diplomato nella scuola alle porte di Londra, rappresenta il classico esempio. L’autore di La spia che venne dal freddo e di tanti altri bestseller internazionali sa di cosa parla: a Eton fece l’insegnante di tedesco e francese per due anni, quando ancora era conosciuto con il suo vero nome di David Cornwell, prima di essere assunto nel 1958 dall’Mi5, il controspionaggio britannico, e di diventare uno dei romanzieri più famosi del mondo. Fondata da Enrico VI nel 1440 davanti al castello di Windsor, Eton College è una boarding school, cioè un istituto secondario superiore in cui gli allievi, tutti maschi, ricevono anche vitto e alloggio, in cambio di una retta da quasi 40 mila sterline l’anno (circa 45 mila euro), che ne fanno la sesta scuola privata più costosa d’Inghilterra, anche se un certo numero di ragazzi meritevoli di basso reddito ricevono borse di studio. Per Le Carré, tuttavia, il college i cui scolari vestono in frac, e sui cui banchi si sono avvicendati George Orwell, Ian Fleming e l’attuale arcivescovo di Canterbury Justin Welby, è «un’assoluta maledizione mondiale, dalla quale fuoriescono giovani con l’idea che ad essi sia tutto dovuto e con un atteggiamento di superiorità culturale perfettamente incapsulato dal nostro scioccante ex ministro degli Esteri».
Intervistato dalSunday Times in occasione dell’adattamento per la Bbc di La tamburina, l’86enne scrittore inglese afferma di non essere sorpreso che old Etonians, come vengono definiti gli ex allievi di Eton, siano anche al centro del recente scandalo sul furto di milioni di profili di Facebook per fini elettorali. Alexander Nix, l’ex presidente di Cambridge Analytica, la società invischiata nella vicenda, così come Nigel Oakes, fondatore di Slc, l’azienda che la controllava, hanno entrambi studiato a Eton. «Durante la Guerra fredda avevamo agenti che diffondevano propaganda sui giornali», osserva Le Carrè. «Adesso abbiamo Cambridge Analytica. Al centro di tutto, l’immoralità e Eton».