Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2018
L’acquirente ha deciso di tenersi l’opera di Banksy fatta a pezzetti (a pagare 1 milioni di sterline)
Con il gesto di distruggere una sua opera in diretta, mentre veniva venduta all’asta per 1,18 milioni di euro (ovvero 1,04 milioni di sterline) sotto i riflettori di mezzo mondo, Banksy ha cambiato il mercato della performance, mettendo a segno il top price assoluto per un’opera d’arte performativa.
Ricapitoliamo gli eventi per chi si collegasse soltanto ora. Nella tarda serata del 5 ottobre, durante l’asta di arte contemporanea organizzata da Sotheby’s Londra, l’ultimo lotto in vendita è un’opera di Bansky. Si tratta di Girl With Balloon (2006, cm 101 x 78 x 18), una pittura a spray su tela, montata su tavola e incorniciata dall’artista stesso. Raffigura una bambina che tende la mano verso un palloncino rosso a forma di cuore. È un pezzo unico e tra le icone più emblematiche dello Street artist di Bristol, che iniziò a dipingerla la prima volta nel 2002 su un muro di Londra. Stimata 200-300mila euro, l’opera era autenticata da una società che lavora per Banksy e il venditore l’aveva comprata direttamente dall’artista nel 2006.
In pochi minuti viene aggiudicata a tre volte la stima, per l’esattezza € 978.262 (commissioni escluse), ma nell’istante stesso in cui risuona il colpo secco del martello, si avverte anche una sorta di allarme; in realtà è il rumore di un meccanismo – un trita documenti nascosto alla base della cornice e azionato a distanza – che riduce in piccole strisce la metà inferiore della tela sfilatasi dal riquadro. Nello stesso frangente in cui in sala qualcuno è sorpreso e qualcun altro divertito, una persona vestita di nero con basco abbandona l’edificio.
Il valore totalizzato è frutto di un gioco di squadra a cui hanno partecipato, oltre all’artista, certamente la casa d’asta (concordando di esitare l’opera per ultima). L’acquirente (a quanto pare una donna europea, cliente di abituale di Sotheby’s) ha deciso di tenersi (e pagare la cifra di aggiudicazione) la «prima opera della storia dell’arte creata durante un’asta», cambiandole però il titolo che da Girl With Balloon muta in Love is in the Bin (L’amore è nel bidone della spazzatura). Il titolo è stato, ovviamente, suggerito da Banksy.
«Un decennio fa, vendere una performance era inaudito – ha dichiarato a caldo la gallerista Elizabeth Dee – e usare strategie di marketing per promuovere l’esperienza dell’arte dal vivo era considerato qualcosa di maldestro, sia per la critica che per i collezionisti».
Oggi, invece, con questo ennesimo coup de théâtre, Bansky alimenta il mercato dell’arte nello stesso momento in cui sembra volerlo contrastare. Le sue opere hanno prezzi politici e popolari quando si tratta di multipli come piccole serigrafie, stampini, fotografie, vendute nella Bansky Prints Gallery di Londra a 35 sterline a foglio, oppure nel 2013 fuori dal Central Park di New York per 60 dollari. Mentre si attestano sui 200mila – 300mila dollari quando si tratta di esemplari unici, dipinti a spray su tela, come l’analoga Girl With Balloon realizzata in 25 esemplari nel 2003 e aggiudicata a marzo 2018 da Bonhams Londra per € 313.465 (esclusi i diritti).
La prima opera di Bansky a passare di mano in asta fu Keep it real, una tecnica mista aggiudicata da Bonhams Londra nel 2003 per € 1.153, mentre il record spetta all’acrilico Keep it spotless (2007), battuto nel 2008 per € 1.166.540 (a sette volte la stima).
Dal 2003 si registrano quasi 2500 aggiudicazioni d’asta (1720 multipli, 436 dipinti, 219 oggetti e 105 sculture) battute per il 72% in Gran Bretagna. A impazzire per lo Street artist sono le star del cinema come Brad Pitt, Angelina Jolie, Robin Williams e dell’arte come Damien Hirst e i fratelli Chapman, ma anche gente comune che spende da 1.000 a 5.000 dollari per un suo lavoro, conferendo solidità al “titolo” Bansky, il cui valore è cresciuto del 629,9% in dodici anni (Fonte ArtPrice).