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 2018  ottobre 11 Giovedì calendario

I formati di pasta più venduti in Italia

In Italia esistono più di 120 pastifici e 300 formati di pasta, perlomeno secondo i dati di AIDEPI, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane; scremando le molte specialità regionali, quelli venduti dalle grosse aziende di pasta sono circa un centinaio. Abbiamo chiesto ad alcune delle più importanti aziende italiane quali sono i formati di pasta a semola di grano duro più venduti in Italia: i prevedibili spaghetti sono al primo posto per tutte – con due sole eccezioni – e ci sono delle spiccate preferenze regionali, come la pasta mista napoletana; inoltre, tutti hanno visto un sorpasso delle penne rigate su quelle lisce, un tempo preferite.

Barilla
1. Spaghetti numero 5
2. Fusilli
3. Penne

Questi tre formati, sommati tra loro, coprono circa il 35-40 per cento del totale delle vendite.

Divella
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Rigatoni
4. Elicoidali

I primi 20 formati di pasta più venduti coprono il 70 per cento del totale, con il 18 per cento rappresentato dagli spaghetti, pari a 36 mila tonnellate. Ci sono delle differenze regionali: in Puglia c’è una richiesta di spaghetti più grossi, mentre la pasta mista vende il 4 per cento su scala nazionale e il 12 per cento in Campania, dov’è molto usata per la preparazione della pasta con fagioli, patate, lenticchie e zucca. Gli elicoidali sono simili ai rigatoni, cambiano i solchi: diritti per i rigatoni, a elica per gli elicoidali.

La Molisana
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Fusilli
4. Spaghetto quadrato
5. Maccheroni

Tra i cento formati di pasta disponibili, lo spaghetto quadrato è il pezzo forte, mentre quello più originale è la farfalla rigata, una particolarità prodotta dalla Molisana e poche altre marche. È anche una delle poche grandi aziende a servirsi solo di grano italiano.

Granoro
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Vermicelli
4. Elicoidali
5. Rigatoni

Le vendite di spaghetti coprono il 4,6 per cento del totale, circa 900 tonnellate l’anno, i rigatoni sono l’1,93 per cento, circa 380 mila chili. Gli elicoidali sono simili ai rigatoni, cambiano i solchi: diritti per i rigatoni, a elica per gli elicoidali.

Voiello
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Fusilli
4. Mezze maniche

Di proprietà di Barilla, da quattro anni usa solo grano italiano, coltivato in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania: è il grano Aureo, inventato nel 2009, che permette la produzione di una pasta con il 14,5 per cento di proteine quando solitamente è pari al 12,5 per cento, il minimo richiesto dalla legge.

Pasta Coop
1. Spaghetti grossi (2,5 milioni di pezzi l’anno nella confezione da 500 grammi)
2. Mezze penne rigate
3. Penne rigate

Pasta Reggia
1. Spaghetti
2. Penne rigate
3. Fusilli

Come per Divella, anche qui la pasta mista vende molto più in Campania che nel resto d’Italia, mentre la Gramigna va bene soprattutto in Emilia Romagna: è tipica di Bologna dove la si accompagna con il ragù di salsiccia. Dagli anni Novanta le penne lisce sono state sostituite da quelle rigate: in generale la pasta rigata, come tortiglioni, rigatoni e sedanini rigati, sta prendendo piede anche grazie alla pubblicità, che spiega che “raccoglie meglio il sugo”.

Rummo
1. Spaghetti grossi
2. Penne rigate
3. Spaghetti
4. Fusilli
5. Mezze penne rigate

Gli spaghetti grossi raggiungono il 14,7 per cento del totale, seguiti dalle penne rigate, all’11 per cento. Le farfalle, preferite dai bambini e adatte a sughi estivi e leggeri, sono all’ottavo posto e coprono il 5,7 per cento del totale, a parimerito con le linguine.

Agnesi
1. Eliche
2. Spaghetti
3. Mezze penne rigate
4. Cravattine
5. Penne rigate

Agnesi è il più antico marchio italiano di produttori di pasta, fondato nel 1824 a Pontedassio, in provincia di Imperia; dal 1999 appartiene al gruppo Colussi. Usa solo grano italiano e ha la classifica più originale di tutte: le eliche, cioè i fusilli, sono al primo posto; le cravattine, cioè le farfalle, al quarto. Non c’è una ragione precisa per la supremazia delle eliche, anche se gli spaghetti seguono con poca differenza: probabilmente perché è un formato storico di Agnesi, che si abbina bene con molti tipi di sugo. Agnesi propone 33 formati tra pasta lunga, corta e pastine, e i primi cinque in classifica coprono il 40 per cento del totale.

Pasta Armando
1. Chitarra
2. Spaghetto
3. Pacchero
4. Fusillo
5. Rigatone

È una linea lanciata dall’azienda De Matteis Agroalimentare, fondata ad Avellino 25 anni fa, e che si concentra, per l’80 per cento, sulle esportazioni. La pasta Armando viene prodotta dal 2012 usando grano italiano coltivato da una filiera di 1.700 aziende agricole e ha un alto valore proteico: il 14,5 per cento contro il 12,5 per cento minimo stabilito dalla legge. Offre 42 formati di pasta tutti chiamati al singolare (lo spaghetto, anziché gli spaghetti) e il successo della chitarra è dovuta al suo testimonial, lo chef Alessandro Borghese, che l’ha consigliata in molte ricette.

commento di Darthy

No, vabbé, tutta questa popolarità di fusilli e penne rigate è ulteriore conferma del periodo buio che stiamo vivendo!

Be.have2 giorni fa

Ai supermercati non si trovano mai tutti i formati di pasta proposti da ogni marca. Come influisce questo sulle scelte?




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    zoomx Be.have2 giorni fa

    Ecco, è la prima cosa a cui ho pensato.





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    Roberto Lussu Be.haveun giorno fa

    Nella grande distribuzione si trovano pochi formati perché comprano grossi stock, nei piccoli market si trovano tutti, sicuramente perché hanno meno potere d’acquisto, penso che la scelta influisca eccome, ci da anche un dato di come la gente fa la spesa, "falsando" i dati (se ci fosse tutta la scelta della GDO probabilmente i dati sarebbero più eterogenei)





  • Jacopo Bedussi2 giorni fa

    In questi tempi bui è un sollievo non trovare in classifica le maledette ruote.




  • 21
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  • dabeat25 Jacopo Bedussi2 giorni fa

    eh, io però ho un debito con le ruote. con la scusa delle "ruote di cars" ai miei figli ho fatto mangiare dei sughi di verdure impensabili altrimenti




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  • Roberto Lussu Daphnéun giorno fa

    Anch’io adoro le penne lisce! Conosco però un sacco di persone che le trovano "viscide", e magari mangiano "i" ziti spezzati a mano, che praticamente diventano simili :)




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    Renee is a spy Roberto Lussu21 ore fa

    Io sono uno di quelli che non ha mai mangiato le penne lisce perché sono scivolose. Ovviamente gli ziti sono della stessa sporca razza :)




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    Alessandro P. Roberto Lussu18 ore fa

    Anche nella mia famiglia c’è chi ama le penne lisce per cui mi capita di prepararle abbastanza spesso (marchio "Selex", non sarà il migliore ma è l’unico che trovo regolarmente). Essendo lisce di per sé e ancor più lisce per via della trafilatura al teflon, hanno la tendenza fastidiosissima a incollarsi in cottura.
    Rimedi:
    a) rimescolarle continuamente nei primi minuti di cottura;
    b) aggiungere all’acqua di cottura un cucchiaio di aceto (che rallenta il rilascio degli amidi e contrasta l’effetto colla);
    c) a+b.
    Poi, se mi suggerisci dove trovarne di miglior qualità dalle nostre parti, un grande grazie.





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    wrein Roberto Lussu16 ore fa

    Barbari. La pasta risulta viscida perché non siete capaci a fare il sugo. :->

    Mi rendo conto in questo istante che un commento del genere ha senso solo in questo meraviglioso paese. (Meraviglia nel bene e nel male...)

    Ogni sugo ha la sua pasta e ogni pasta ha il suo sugo. Se pensate che le penne lisce o rigate siano una questione di gusto personale siete dei cripto-mangia-crauti o dei cripto-mangia-lumache.





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    Matteo M Daphnéun giorno fa

    Attenti alle penne lisce! Una volta in campeggio con gli amici le ho comprate per sbaglio: si sono tutti incazzati come non gli avevo mai visto fare. Da quel giorno sono traumatizzato! E comunque non sono buone.