la Repubblica, 11 ottobre 2018
L’omaggio a Lucio Dalla di Burnori Sas
Brunori Sas elegge Palermo capitale del pensiero libero e sceglie la città, in occasione del festival di Sky Arte, 12 e 13 ottobre, per il suo omaggio a Lucio Dalla e all’album Com’è profondo il mare. Il cantautore Dario Brunori racconta: «Un istinto prima che un ragionamento.
Sky Arte voleva qualcosa di speciale per la città, lavoravo a questo progetto da tempo e in un lampo mi è sembrato che le due cose coincidessero.
La contiguità tra Palermo e il mare è anche troppo banale. Ma ci sono testi come Corso Buenos Aires che potrebbero essere stati scritti per questa città, quel caos seducente che riconosco quando la scopro nei suoi mercati e nelle sue piazze».
Sky Arte ha scelto Palermo per il suo festival dedicato all’arte, allo sport, all’ambiente e alla musica nell’anno in cui la città è capitale della cultura e sede della biennale d’arte Manifesta12, proponendo una due giorni fitta di appuntamenti tra lo Spasimo e il teatro Garibaldi con ospiti come Manuel Agnelli, Ambra Angiolini, Isabella Ragonese, Oliviero Toscani, Carlo Lucarelli, Tea Falco, con chiusura all’Orto Botanico con Stefano Mancuso e i Deproducers per raccontare la magia del mondo vegetale.
Ma per l’apertura, domani, nella cinquecentesca chiesa di Santa Maria dello Spasimo, si è pensato a un progetto inedito, cucito per la città, e il lavoro di Brunori sull’album del 1977 di Lucio Dalla, il primo con i testi scritti interamente dal cantautore bolognese, si è rivelato perfetto. Otto brani, dall’omonimo che dà il titolo all’album, a Treno a vela a Disperato erotico stomp, il Dalla che nel pieno degli Anni di piombo invoca la libertà di pensiero e di espressione, tutti riarrangiati da Mirko Onofrio con un lavoro musicale che affonda le radici nel virtuosismo del jazz fino ad arrivare a creare quasi delle colonne sonore dei testi ed eseguiti da un ensemble di dodici elementi: fiati, archi, cori, pianoforte, contrabbasso e percussioni. «Ho scoperto questo album molto tardi, quando già la mia carriera musicale era avviata», racconta Dario Brunori, 41 anni, reduce da successi dell’album A casa tutto bene, disco di platino, e dall’esperienza televisiva su Rai 3 con il programma Brunori Sa.
«Sono stati i giornalisti che ascoltando le mie canzoni mi rimandavano a questi testi. Per me sono diventati una pietra miliare, una folgorazione. È un disco che se lo si riascolta oggi, sia musicalmente che come testi, risuona di una attualità sconcertante». E intona: «Chi comanda/ Non è disposto a fare distinzioni poetiche/ Il pensiero come l’oceano/ Non lo puoi bloccare/ Non lo puoi recintare/ Così stanno bruciando il mare». E poi aggiunge: «Sembra scritto oggi. E Corso Buenos Aires è un manifesto di attualità, parla del chiacchiericcio che può trasformare dei poveri cristi in assassini».
L’invocazione al mare, nella città che il mare se lo sta riconquistando anno dopo anno, risuona come un appello all’elemento reale, ma anche al rapporto con quello che il mare costantemente racconta, accoglienza, migrazione, chi parte e chi resta. Dice Brunori: «Il mare è un elemento che dice di noi oltre noi, sicuramente ha a che fare con l’accoglienza e certamente ho pensato ai migranti, ma non voglio ridurre tutto a questo, mi sembra scontato e non voglio che questo argomento diventi protagonista della rielaborazione del disco.
Il mare di cui cantiamo è un elemento reale ed anche metafora del pensiero più ampio e indomabile, è qualcosa che ha a che fare con l’umanità e che non si può domare».