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 2018  ottobre 11 Giovedì calendario


A Londra un ministero per combattere i suicidi

Un uomo britannico sotto i 49 anni corre più rischi di uccidersi che di morire di tumore. E l’incidenza dei suicidi nel Regno Unito, sebbene in calo, rimane un problema sociale talmente grande che la premier Theresa May, in occasione della giornata mondiale della salute mentale e del summit con i rappresentanti di 50 paesi che si è tenuto a Londra sul tema alla presenza dei duchi di Cambridge, ha deciso di nominare un responsabile governativo per «la salute mentale, le disuguaglianze e la prevenzione del suicidio». La scelta è ricaduta su Jackie Doyle-Price, quarantanovenne già sottosegretario per la Salute, deputata dal 2010, da sempre contraria alla Brexit, famosa per il suo linguaggio colorito durante le riunioni e, da ieri, per una frase che rischia di gettare fin da subito un’ombra sulla sua nomina: in un’intervista del 2014 a un giornale locale aveva dichiarato che avrebbe «preferito buttarsi da Beachy Head», una scogliera tristemente nota per il fatto che una ventina di persone ogni anno sceglie di togliersi la vita lì, piuttosto che tradire il suo partito e passare a Ukip. Il Labour è subito insorto, sottolineando come «qualunque commento che accresca lo stigma o la mancanza di rispetto o la mancanza di comprensione nei confronti della malattia mentale» è «sempre inappropriato», e la vicenda ha ottenuto ampio spazio sulla stampa, mettendo in secondo piano la notizia stessa della nomina. 
IL PRECEDENTE
Non è la prima volta che la May decide di affidare a un sottosegretario un portafoglio inconsueto ma importante per rinforzare le sue credenziali di leader attenta al sociale e, in questo periodo, a caccia di voti centristi: nel gennaio del 2018 era stato nominato un responsabile per la solitudine, vera e propria piaga sociale che stava particolarmente a cuore a Jo Cox, la deputata laburista uccisa da un estremista di destra pochi giorni prima del referendum sulla Brexit del 2016. La salute è una delle competenze che Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord gestiscono in maniera indipendente, ma è tra gli inglesi che il problema è più sentito. Il suicidio è la prima causa di morte per gli uomini al di sotto dei quarantacinque anni e ogni anno sono circa 4.500 le persone che si tolgono la vita, su un totale di 6.213 registrate nel paese nel 2017. In Italia le cifre si aggirano intorno ai 4mila casi di suicidio all’anno. L’obiettivo della May è quello di permettere di coordinare gli sforzi tra charities e autorità sanitarie, consentendo alla neo-sottosegretaria di attingere a un bilancio di 12 miliardi di sterline dedicato alla salute. Inoltre ha annunciato che 1,8 milioni di sterline saranno destinati ai Samaritans, la più grande organizzazione che si occupa di prevenzione del suicidio, per fare in modo che il loro supporto e la loro linea verde continuino a essere gratuiti almeno per i prossimi quattro anni. 

LE PROSPETTIVE
Uno dei luoghi chiave per intervenire sono le scuole per aiutare gli adolescenti in difficoltà, ma anche la tecnologia dovrà svolgere un ruolo per permettere un’azione di contrasto nei posti dove c’è più possibilità di incontrare persone vulnerabili, come i frequentatissimi siti di scommesse. Come sempre nel Regno Unito, queste campagne sono più efficaci se coinvolgono personaggi pubblici, come il principe Harry, che parlando delle sue difficoltà per far fronte alla morte della madre Diana ha dato un grande aiuto alla causa dell’attenzione alla fragilità mentale. Ma al di là dei proclami, c’è chi sostiene che la mancanza di medici e infermieri dovuta ai tagli al servizio sanitario nazionale rendono vane iniziative del genere: mancano personale e strumenti per intervenire in maniera capillare e, come sulla solitudine o su altri annunci passati, una nomina rischia di non cambiare le cose.