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 2018  settembre 14 Venerdì calendario


Ceronetti raccontato con parole sue

Leggere Guido Ceronetti, a volte, fa male. In particolare a certe anime belle, sopratutto su certi temi. Ecco, a futura memoria, uno dei tanti possibili Ipse dixit ceronettiani.

CONTRO GLI SBARCHI «Gli sbarchi in Sicilia hanno ormai un carattere preciso di invasione territoriale, premessa sicura di guerra sociale e religiosa» (Tragico tascabile, 2015)
ACCOGLIETELI VOI, SE VOLETE «Nelle espressioni che implicano aprirsi (a tutte le culture, alle diversità, a tutti i poveri, a tutti quelli che chiedono di entrare, anche a tutte le sofferenze) c’è vocazione e quasi smania di prostituirsi, è buttarsi via su qualsiasi marciapiede» (Insetti senza frontiere, 2009)
AFRICA PUTTANA «L’umanità che incontro nella stazioni mi fa orrore. Puttane a mucchi di tutte le Afriche si spostano come navette, magrebini con facce guaste e inespressive. Il miserabile governo che abbiamo apre larghe tutte le porte all’immigrazione di ogni colore e la perdita di patria si fa più tetra, più disperata. Arrivano da ogni parte e non portano soltanto fame e malattia ma dissolvimento. Questa pacifica invasione è di fatto un acido dissolvente» (Per le strade della Vergine, 2016).
ANTI PACIFISTA «La pace ridotta a ideologia, intesa come rifiuto sistematico del ricorso alla forza anche quando il diritto lo comandi e la necessità lo consigli è soltanto depravazione morale, masochismo infetto, una sozza impostura» (Pensieri del tè, 1987).
IL SENSO DELL’ARTE L’arte è finita da quando gli artisti non hanno più malattie veneree» (Il silenzio del corpo, 2001).
DALLA PARTE DI PRIEBKE L’ergastolo imposto a Rudolf Hess fu «crimine politico», ingiusta è la condanna di Erich Priebke, «creato Mostro delle Ardeatine, vittima di una giustizia dell’odio» (Ti saluto mio secolo crudele, 2011). 
RISPETTO PRIMA DI TUTTO «L’intransigenza fa odiare, ma impone il rispetto, l’unica cosa che valga la pena d’imporre, si detenga o no un potere» (La carta è stanca, 2000).
NO SELFIE, GRAZIE «Nei maniaci di fotografare tutto in giro per il mondo e nelle famiglie non c’è nessun occhio che veda: il loro è scatto di ciechi» (Insetti senza frontiere, 2009).
VOLETE DAVVERO LA DEMOCRAZIA? «Si dice il responso delle urne. Come se un popolo di cretini potesse fornire oracoli» (Per le strade della Vergine, 2016). 
MISANTROPIA ESTREMA «Salvate il mondo. Mangiate esclusivamente carne umana» (L’occhio del barbagianni, 2014).
NO OMO/1 «L’Eros omosessuale era specialmente passione carceraria, di luoghi e società di reclusione. Ma abbiamo fatto dell’universo un luogo di reclusione» (Pensieri del tè, 1987).
NO OMO/2 «Hai ragione a vedere nell’omosessualità una parte di male: non solo perché si sottrae alla mizvà procreativa, è un’invasione della Tenebra, hanno un bel volerla normale e alla luce del sole, è pratica ctonia, necrofilia» (Lettera a Sergio Quinzio, 29.9.1986).
TUTTO, MA NON COMUNISTA «Sono sempre stato anticomunista, sempre... Forse, subito dopo la guerra ho avuto una certa simpatia, però non mi sono iscritto al partito il giorno dopo aver visto La corazzata Potemkin, come innumerevoli giovani. Antifascista non è neanche da dire, da quando ci si è risvegliati, l’8 settembre. Di quel periodo non ho voglia di parlarne, ero tra i soliti ragazzini stupidoni che andavano alle adunate, ma non c’è storia di anima o di pensiero o di famiglia che riguardi il fascismo. I miei non erano fascisti né antifascisti, erano bravi cittadini come tanti» (Corriere della sera, 9.5.2011).
TENEBRE JIHADISTE Il Mullah Omar e Osama Bin Laden sono «modi dell’antiumano» che non ispirano nessuna pietà. Dietro di loro si intravede l’ombra di Lenin, «Antiparacleto», «inviato della Tenebra, fondatore imitabile dell’universo concentrazionario», capostipite novecentesco di malvagie «entità che non finiscono di manifestarsi» (Ti saluto mio secolo crudele, 2011).
SEMPRE A DESTRA «Che cos’altro si può essere in un paese come questo se non disperatamente conservatori?» (Un viaggio in Italia, 1983).
APOCALITTICO «Il Terremoto, che non ha cessato di percorrere in tutti i sensi della terra, è una specie di refrigerio (finalmente una paura diversa! una paura senza faccia umana!) per le città malate d’uomo» (Il silenzio del corpo, 1979).
AI MIEI FUNERALI Disposizione da prendere: «Non voglio donne in calzoni ai miei funerali. Cacciatele via. Almeno in questa pur insignificante occasione, ma per amore, siano insottanate come le ho sognate sempre, nella vita» (Per le strade della Vergine, 2016).
POSTERITÀ «Non muori. Entri nella vita profonda della dimenticanza» (Penseri del tè, 1987).