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 2018  settembre 14 Venerdì calendario


Com’è oggi il ranch di “Dallas”

I tour guidati partono ogni 45 minuti, tutti i giorni dell’anno dalle 10 alle 17, salvo Natale e Thanksgiving: si comincia e si finisce nello shop, prima tappa il museo. Visitare il «Ranch più famoso del mondo», così dicono i cartelloni pubblicitari lungo le strade di Parker, centro agricolo ormai assediato dai sobborghi di Dallas, costa 15 dollari a persona. I turisti arrivano da ogni parte degli Stati Uniti e i giudizi sono entusiastici: su Tripadvisor ci sono centinaia e centinaia di «eccellente» e «molto buono». Da 40 anni esatti il Southfork Ranch è nel cuore degli americani e le enciclopedie ricordano anche il giorno preciso dell’evento: il 2 aprile del 1978. Quella sera la Cbs, uno dei grandi network statunitensi, mandò in onda la prima puntata di una serie destinata a cambiare il mondo della televisione: Dallas. 
All’inizio era semplicemente un «pilot», uno sceneggiato girato con pochi soldi per testare una trama e un’idea. Gli attori erano in buona parte disoccupati, ben felici di trovare una scrittura, anche se poco pagata. Per gli interni si scelsero degli studi in California, per gli esterni, dopo una prima soluzione provvisoria, si optò per Southfork, allora anonima tenuta agricola. 
Dovevano essere in tutto cinque puntate che, però, settimana dopo settimana, finirono col battere ogni record di ascolto. Così al primo episodio ne seguirono altri 356, l’ultimo fu trasmesso nel 1991. Ancora nel 2012 Tnt, un canale Usa diffuso via cavo, girò un sequel con alcuni dei protagonisti di un tempo e la riedizione andò in onda per tre anni. La serie originale, costruita su un azzeccato mix di sesso e soldi, trasmessa in un centinaio di Paesi, ancora oggi ha il record di programma tv americano più venduto nel mondo. In Italia arrivò nel febbraio del 1981 e a comprarla fu la Rai che mandò in onda 13 puntate. Ma il grande successo arrivò quando Canale Cinque si aggiudicò le successive: da lì in poi fu Dallas-mania. E per tutta la prima metà degli anni Ottanta la trasmissione fu la punta di lancia del Biscione nella grande guerra per il controllo del mercato televisivo: da una parte J.R. e Sue Ellen per il fronte berlusconiano, dall’altra Dynasty, trasmessa da Retequattro, ancora in mano alla Mondadori di De Benedetti e soci.
A decidere il successo di Dallas furono trama e personaggi che, riveduti e corretti in salsa di edonismo reaganiano, sembrano ricollegarsi ai più classici archetipi narrativi. Si parte da due famiglie, gli Ewing e i Barnes, divisi da un odio implacabile. Il «vecchio» Jock Ewing non solo ha truffato il coetaneo Digger Barnes di cui era socio in una società petrolifera, ma ha anche sposato la sola donna di cui il poveretto sia mai stato innamorato. Poi, seguendo il copione di Montecchi e Capuleti, uno dei tre figli di Jock, Bobby (interpretato da Patrick Duffy), si innamora di una figlia di Digger, Pamela (Victoria Principal). Lo stesso Bobby è il buono che si contrappone al cattivo per antonomasia, suo fratello J.R. (Larry Hagman). Su questa traccia nei 13 anni di riprese succede di tutto, con colpi di scena tra i più incredibili (per non dire implausibili). Un’intera stagione viene cancellata dalla successiva: nella puntata finale dell’ottavo anno Bobby muore e nel nono la moglie Pamela si risposa. Poi, nell’ultima scena sempre del nono anno, la stessa Pam si sveglia una mattina nel suo letto e sente scorrere l’acqua nella doccia. Pensando di trovare il nuovo marito Mark, apre la porta della cabina e scopre invece Bobby, erroneamente ritenuto morto. Nella decima stagione si chiarirà che tutte le puntate precedenti erano solo un sogno della malcapitata Pamela. 
Viste le continue svolte e controsvolte non meraviglia che nella prima sala del museo di Southfork, un enorme albero genealogico-mappa aiuti a ripercorrere i rapporti di parentela tra i tanti personaggi. La gran parte dei visitatori, però, non sembra averne bisogno. Quasi tutti sono in grado di collegare perfettamente luoghi ed eventi: la piscina è rimasta nel ricordo perchè in uno degli episodi più famosi vi viene ritrovato il corpo di Kristin Shepard, sorella di Sue Ellen, moglie di J.R.. Nel fienile invece si svolge invece uno degli episodi chiave della prima serie: Lucy, la biondissima nipote di Jock (Charlene Tilton), prototipo dell’adolescente ipersessuata, lo usa per un incontro infuocato con uno stalliere (che più avanti si scoprirà essere suo zio, figlio illegittimo di Jock).
Il fatto è che i personaggi di Dallas sono rimasti ben piantati in testa agli americani ed episodi come quello in cui si rivelava il colpevole dell’omicidio di J.R. (Who shot J.R.?, 86 milioni di telespettatori) restano ai primi posti delle classifiche dei programmi più visti della storia Usa. La popolarità non è sbiadita nemmeno in Italia, se è vero che in uno dei film di maggior successo delle ultime stagioni (Come un gatto in tangenziale), due tra le protagoniste si chiamano Pamela e Sue Ellen, in dichiarato omaggio alla saga texana.
Nel frattempo il Southfork Ranch, comprato da una società che gestisce Resort di lusso, continua a fare affari. Tra i pacchetti di maggior successo: «Vivere come gli Ewing», tour personalizzato per un massimo di sei persone a base di bistecche alla J.R., cena Vip con champagne, trasferimento in limousine. Il costo? Per un vero appassionato nemmeno eccessivo: 275 dollari a testa.