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 2018  luglio 10 Martedì calendario

La Lega doppia: 9 dipendenti tra due partiti e un solo ufficio

Mentre la «vecchia» Lega Nord si «svuota» passando dagli 80 dipendenti del 2012 a 34 nel 2015, agli attuali sei, prende corpo e si rafforza invece – a livello di operatività – la «nuova» Lega per Salvini premier che è nata lo scorso 10 ottobre (ma la pubblicazione in Gazzetta ufficiale avviene due mesi dopo, il 14 dicembre 2017, con sede legale fissata in via delle Stelline).
Per ora, tre dipendenti lavorano al servizio del nuovo partito e hanno ufficio nella storica sede di via Bellerio, di fianco agli altri sei in forza alla Lega federale. Dei tre, due sono operativi già a fine 2017, tanto che compaiono in bilancio, mentre l’ultimo arruolato in ordine di tempo, Maurizio Bosatra, ex braccio destro di Roberto Calderoli, è stato licenziato dalla Lega e poi assunto dal movimento di Salvini in questi mesi, nel 2018.
Il leader, che già indossa due «cappelli» governativi (ministro dell’Interno e vicepremier) compare in duplice veste anche in casa: stando agli statuti dei partiti, è lui il segretario di entrambi, contemporaneamente. Fino a quando? In effetti, in ambienti vicini a via Bellerio non si esclude, in prospettiva, la liquidazione della «vecchia» Lega Nord. Del resto qualche confusione nei simpatizzanti, questa situazione la crea. Alle elezioni di marzo, ad esempio, a presentarsi formalmente fu la Lega Nord. Ma le donazioni online attraverso i siti della Lega confluivano in entrambi i partiti. Eppure osmosi economiche tra le due entità non ce ne sono, continuano a ribadire i vertici, mentre la procura di Genova si affanna a cercare i 49 milioni di rimborsi elettorali che secondo i magistrati sono provento di una truffa ai danni dello Stato, pronta a sequestrarli, e la Cassazione ha stabilito il «blocco» di ogni fondo riferibile al partito scatenando la reazione del segretario che ha parlato di «sentenza politica». Sullo sfondo l’ipotesi che il nuovo movimento inglobi anche altre sigle, come il Pin di Armando Siri, ideologo della flat tax.