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 2018  luglio 01 Domenica calendario


Tuffo nell’infanzia con quotazioni oltre 250mila dollari

Sul significato e le motivazioni del collezionismo si sono esercitati psicologi, psichiatri e, non poteva essere diversamente, Sigmund Freud, padre della psicanalisi. Una delle panoramiche sul tema più complete si trova su collezionedatiffany.com, primo blog italiano interamente dedicato al collezionismo d’arte contemporanea, creato nel 2012. Sandro Naglia, musicista, collaboratore del blog e, ça va sans dire, collezionista, ricorda come Freud tornò più volte sul significato del collezionismo come «sintomo» e arrivò a dichiarare: «Ho fatto molti sacrifici per la mia raccolta di antichità greche, romane ed egiziane, e in realtà ho letto più di archeologia che di psicologia». Non risulta che si sia espresso in particolare su chi si appassiona di antichi giocattoli, ma – ricorda sempre Naglia – Freud definì il collezionismo in generale «un tentativo di riproduzione dei piaceri erotici dell’infanzia, tramite la creazione di un piccolo mondo su cui esercitare una padronanza e gestione totali».
Forse, invece di rifugiarci in più o meno astruse teorie psicoanalitiche, potremmo dire che chi, raggiunta l’età adulta, colleziona giocattoli, sceglie di fare un tuffo in un passato felice: i momenti del gioco sono per tutti bei ricordi. Ripescarli, recuperando oggetti che ce li ricordano o che assomigliano a quelli che abbiamo posseduto, è una forma di allegra melanconia, di nostalgia dolce. Forse poi c’è chi li colleziona perché a volte si tratta di vere e proprie opere d’arte o di design e da italiani possiamo orgogliosamente ricordare gli oggetti creati da Bruno Munari o Fortunato Depero, che oggi si trovano in molti musei. La natura non ossessiva bensì, potremmo dire, inclusiva, del collezionismo di giocattoli, è confermata dal numero di persone che decidono di aprire piccoli grandi musei, che non desiderano tenere tutto per sé, lontano dagli occhi degli altri, come spiega Stefano Salis nell’articolo in pagina. 
Le collezioni partono magari da qualche vecchio giocattolo di famiglia e crescono grazie agli acquisti sui mercatini e, sempre più spesso anche in Italia, frequentando aste specializzate. O siti come eBay, nato proprio come luogo virtuale di vendite all’incanto e poi trasformatosi in un portale di e-commerce più simile ad Amazon, con il quale però non può di fatto competere. 
Dal virtuale al reale: in Europa tra le aste di giocattoli d’epoca più famose ci sono quelle organizzate a Vienna due volte all’anno da Doroteum, casa fondata nel 1707 dell’imperatore Giuseppe I, oggi di gran lunga la maggiore casa d’aste dell’area di lingua tedesca, Nella capitale austriaca vanno all’incanto bambole di porcellana,trenini, modellini di transatlantici, peluche dei più famosi marchi tedeschi, mobili per case di bambole, giochi da tavolo. Notevoli le quotazioni: di recente un orso nero Steiff del 1912, chiamato “l’orsetto triste”, è stato aggiudicato per 18.900 euro e un modellino della nave a vapore Wien, prodotto dalla Märklin, è arrivato a 39.100 euro. Decine di migliaia di euro anche per bambole francesi, locomotive di trenini, riproduzioni di velieri. 
A volte proprio i velieri, capaci di evocare l’avventura, i pirati, l’epopea marina alla Master and commander, si trovano in aste non specializzate. Come è accaduto a Milano con il Ponte Casa d’Aste di recente: accanto a quadri, sculture, arredi per la casa, colpivano navi e velieri, uno dei quali molto simile a una “mini Amerigo Vespucci”. I giocattoli capitano in asta anche da Cambi, che ha sedi a Milano e Genova e 15 dipartimenti specializzati, dall’antiquariato al design, dai dipinti antichi all’arte moderna. A un’asta dedicata all’antiquariato del marzo scorso, un lotto di giocattoli del 1925 partiva da 800 euro ed è stato aggiudicato a oltre il doppio. In aprile Maison Bibelot, casa d’aste fondata nel 1997, ha organizzato il primo evento online dedicato ai giocattoli d’epoca: una selezione di più di 180 oggetti, con focus su moto e trenini in latta e metallo smaltato di un periodo compreso tra anni 30 e 70. 
All’estero, tra le poche case specializzate in giocattoli, a New York c’è Bertoia Auctions. Nel 2009 vendette parte della collezione di Donald Kaufman, discendente dei fondatori della Kb Toys (poi comprata dai concorrenti Toys “R” Us, falliti qualche mese fa). L’asta superò, in due tranche, i 6 milioni di dollari. La più recente, che si è svolta in aprile. è arrivata a due milioni. Un battello a vapore venduto nel 2012 e risalente al 1900 fu venduto per oltre 260mila euro, record battuto quattro anni dopo. Sempre sopra i 10mila dollari anche i famosi orsetti Steiff: più spelacchiati sono, pare, più valgono. A patto di muovere ancora braccia e gambe e di conservare i’epsressione originale, come quella del modello “triste” di Vienna.