Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2018  maggio 08 Martedì calendario

Sedici milioni di italiani sono malati mentali

Oltre mezzo milione di italiani, ossia 600mila, nel 2016 si è rivolto al pronto soccorso per patologie psichiatriche e l’87% di questi pazienti è stato rimandato a casa in quanto si è rivelato non necessario il ricovero ospedaliero, (...) :::segue dalla prima AZZURRA NOEMI BARBUTO (...) come rende noto l’ultimo Rapporto sulla salute mentale pubblicato dal ministero della Salute. Potrebbero a prima vista sembrare dati impressionanti, eppure si tratta di meno del 3% del numero totale di accessi alle strutture ospedaliere di emergenza. Tuttavia, tali statistiche evidenziano la modalità borderline e la miopia con le quali l’Italia, che investe 4 volte di meno rispetto a quanto Francia e Germania destinano a tale comparto della sanità pubblica, si approccia alle problematiche relative all’igiene mentale. Il nostro Stato non tiene conto del fatto che, così come previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), entro poco più di un anno e mezzo, cioè entro il 2020, i disturbi depressivi diventeranno la seconda causa di “disabilità lavorativa” dopo le malattie cardiovascolari. E c’è addirittura chi sostiene che nel prossimo futuro essi costituiranno le patologie più invalidanti, superando persino le cardiopatie, il diabete e le malattie tumorali. Circa il 20% della popolazione mondiale, nonché il 38% di quella europea, patisce l’instabilità dell’umore. Numeri che hanno incidenza anche sul Pil. DROGA E TECNOLOGIA Alla luce di questa realtà destano maggiore sconcerto i dati sviscerati dallo psichiatra Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Salute mentale dell’Ospedale Fatebenefratelli – Sacco di Milano: 8 milioni di italiani soffrono d’ansia; 4 milioni di depressione; altri 4 di disturbi del sonno; un milione e mezzo sono gli abitanti del Bel Paese bipolari; un altro milione e mezzo è portatore di disturbi della personalità. Il totale dei malati mentali nel nostro Paese è di oltre 16 milioni di persone di ambo i sessi e di ogni età, inclusi i giovanissimi, che si ammalano sempre di più anche a causa dell’esposizione a fattori di rischio legati alle dipendenze da sostanze e da tecnologia. «La salute mentale è diventata una priorità e le percentuali ci raccontano solo una piccola parte di quello che sta accadendo. Numerosi sono infatti coloro che non si rivolgono né al pronto soccorso, in cui si recano soprattutto coloro che soffrono di ansia e gli ipocondriaci (ecco perché non vengono ricoverati), né ad altre strutture, ricorrendo al fai-da-te», spiega il professore. Soltanto un malato su tre si cura e solo il 50% di coloro che chiedono aiuto riceve trattamenti adeguati. Inoltre, molti negano di avere un problema, per evitare di essere costretti ad affrontarlo e perché si vergognano. Dunque, nonostante i disturbi dell’umore siano ampiamente diffusi, si tratta di malattie ancora sottovalutate, non diagnosticate, o diagnosticate tardivamente, e tenute nascoste per una sorta di pregiudizio ancora imperante in Italia. Quello stesso stigma sociale che non ci porta ad investire maggiori risorse nel settore. Abbattere il pregiudizio attraverso l’informazione, affinché la vergogna non regni al di sopra della scienza e della ragione, nonché giungere a diagnosi più veloci sono gli obiettivi da raggiungere per fare in modo che nel nostro Paese coloro che conoscono “il cane nero”, espressione con la quale il grande Winston Churchill indicava la depressione che lo divorava, non rimangano da soli a combatterlo. Ma perché soffriamo sempre di più dal punto di vista psichico? La prima causa scatenante della depressione e di altri disturbi, così come ha sottolineato la Società Italiana di Psicopatologia, sono le problematiche e le emergenze sociali. SPESA PUBBLICA RIDOTTA La crisi economica, da un lato, ha peggiorato la situazione, facendo lievitare i numeri; dall’altro, ha portato i governi a ridurre la spesa pubblica destinata alla sanità con conseguenti tagli anche ai costi riservati a questo tipo di salute, rendendo il quadro ancora più drammatico. «Nei Paesi dove vengono adottate buone politiche di potenziamento dei servizi a favore della salute mentale, l’incidenza della malattia diminuisce di pari passo con i suicidi», afferma Mencacci, che esorta per questo il prossimo governo ad investire maggiormente nella prevenzione e nei servizi. Insomma, un Paese, per essere prospero, deve innanzitutto essere felice, ossia la sua popolazione deve essere positiva ed attiva. Benessere mentale e fisico si accompagnano e hanno pari valore.