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 2018  aprile 16 Lunedì calendario


Israele-Iran, i missili Usa riaccendono lo scontro

La Siria come terreno di scontro per quello che molti analisti vedono come il vero’ conflitto che prima o poi infiammerà la regione, quello tra Israele e Iran. Sarebbero almeno venti i morti causati dall’esplosione, nella notte tra sabato e domenica, in Siria, a sud di Aleppo. L’area colpita è una zona con una forte presenza di miliziani iraniani, di Hezbollah (il partito sciita libanese) e anche di afghani. Secondo la Cnn Turca e i media israeliani, è stata colpita una base militare iraniana, un sito di stoccaggio molto importante, tra i più grandi della Siria. 
Alcune fonti hanno identificato i caccia che hanno sorvolato l’area, nella regione di Jabal Azzan, come aerei da combattimento israeliani. I media di Hezbollah hanno smentito le notizie, parlando di «esplosione controllata». Da Israele non sono arrivati commenti, ma non è sfuggito quanto detto dal premier, Benjamin Netanyahu, in occasione della riunione settimanale del gabinetto di governo. «Il messaggio internazionale importante che emerge dall’attacco ha dichiarato Netanyahu, riferendosi al raid contro la Siria da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Francia È la tolleranza zero per l’uso di armi non convenzionali».
IL COLLOQUIOIl capo del governo israeliano ha riferito del colloquio avuto con l’omologo britannico, Theresa May, con cui si è congratulato per aver affiancato Stati Uniti e Francia nel compiere i raid contro strutture per la ricerca e lo stoccaggio di armi chimiche in Siria. Netanyahu ha auspicato l’adozione di una politica simile da parte dei tre paesi nei confronti del programma nucleare iraniano. Secondo Netanyahu, «dovrebbe essere chiaro al presidente Bashar al Assad che i suoi irresponsabili sforzi per acquisire e usare armi di distruzione di massa, il suo disprezzo per il diritto internazionale e la fornitura di basi all’Iran e i suoi combattenti mettono in pericolo la Siria».
Il riferimento esplicito è alla presenza di uomini di Teheran sul territorio siriano, che Israele ha sempre osteggiato. Raid contro obiettivi iraniani in territorio siriano non sono nuovi e sempre il pensiero è andato a Israele. La scorsa settimana un episodio simile, con la Russia che ha pubblicamente accusato lo Stato ebraico. In quel caso si era trattato di una incursione contro la base aerea siriana T-4, circa 150 chilometri a nord-est di Damasco, nel governatorato di Homs, effettuata da due caccia F-15. 
In questa operazione i velivoli israeliani non sarebbero entrati nello spazio aereo siriano, ma avrebbero lanciato i missili terra-aria mentre erano in volo nello spazio aereo del Libano, per un totale di otto, di cui cinque intercettati da Damasco. Inizialmente la Siria aveva puntato il dito gli Stati Uniti, i quali il giorno prima non avevano escluso l’opzione di un intervento militare ma che hanno smentito ogni coinvolgimento sulla base T-4, mentre poi le accuse erano ricadute su Israele. 
LA VERA GUERRA
E proprio in occasione di questo raid il quotidiano israeliano Haaretz scriveva che Israele sta affrontando direttamente l’Iran in Siria. La vera’ guerra, secondo gli analisti, è quella tra Israele e Iran, che in una Siria sempre più divisa, anche per la presenza curda, trova facile terreno. In questo braccio di ferro lo Stato ebraico ha un alleato (sempre ufficioso) nell’Arabia Saudita, capofila dell’islam sunnita, che vede come fumo negli occhi l’espansione nella regione (in Libano, Siria, ma anche Yemen) nell’odiato Iran. 
Siria e Israele potrebbero ritrovarsi in un conflitto che tecnicamente tra i due paesi non è mai finito e risale alla Guerra dei Sei Giorni, con l’occupazione delle Alture del Golan. Mentre con Egitto e Giordania Israele ha siglato altrettanti accordi di pace, così non è stato con Damasco, coinvolta in una guerra per procura (per conto dell’Iran).