Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 05 Martedì calendario


Diritto & Rovescio

Scorso fine settimana. Teatro Verdi di Castelsangiovanni (Piacenza), la città diventata famosa perché ospita il più grande snodo logistico di Amazon in Italia. Uno spaccato della vivace provincia italiana. Di cui però i media non parlano mai se non ci sono agitazioni sindacali pesanti. E dove la Rai arriva «solo» quando c’è da riferire su un triplice omicidio familiare, contribuendo così ad aumentare la depressione nazionale. Come se il resto dell’Italia producesse solo cronaca nera. Bene, al Teatro Verdi un giovane castellano, per ricordare la scomparsa del papà, ha organizzato un concerto operistico gratuito cantato dagli studenti dell’ultimo anno del master del Conservatorio Nicolini di Piacenza. Quattro asiatici, un italo-polacco e un’italiana, accompagnati da una straordinaria pianista orientale. Gente venuta dall’altra parte del mondo per nutrirsi della nostra cultura musicale (provate a immaginare l’opposto). Educata da musicisti a stipendio statale ma di livello internazionale. Tutto bellissimo. Ma il finale «Libiamo ne’ lieti calici» (la Traviata di Verdi) cantato e danzato da tutti sul palco era da ovazione. Giovani di cui sentiremo parlare.