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 2017  novembre 14 Martedì calendario


Putin si candida per la quarta volta. Senza concorrenti

MOSCA L’annuncio ufficiale è imminente: Vladimir Putin si candiderà per il suo quarto mandato presidenziale alle elezioni che si terranno a metà marzo in Russia. L’indiscrezione giunge da fonti anonime nella sala dei bottoni moscovita, citate dalla holding mediatica Rbc. Si sta studiando semplicemente, viene spiegato, la tempistica più adatta. Qualche settimana fa alla prestigiosa conferenza di Valdai organizzata per l’occasione a Sochi sul mar Nero il capo del Cremlino era sfuggito a due domande dirette sulla sua ricandidatura con risposte sorprendentemente vaghe, condite da un gelido sorriso. Sabato scorso, in conferenza stampa, stesso copione, ma un giornalista gli ha replicato «quando allora finalmente?» Incalzato in maniera inattesa, Vladimir Putin è stato costretto a rassicurare il suo interlocutore con un «verrà il momento. Parleremo di questo tema».
COMBATTERE L’APATIA
L’episodio ha probabilmente spinto chi gestisce la futura campagna elettorale del presidente a tornare sui piani precedentemente definiti. Invero il grande problema del Cremlino è come battere l’apatia che avvolge il Paese. Tutti i sondaggi danno infatti Vladimir Putin vincente contro qualsiasi candidato, ma il problema principale è l’affluenza alle urne. Alle ultime consultazioni – soprattutto nelle due capitali (Mosca e San Pietroburgo) – si è registrata una vera e propria diserzione di massa. La gente non è attratta dalla politica e gran parte dei temi socio-economici, solitamente in discussione in qualsiasi campagna elettorale, rimangono ai margini degli interessi dell’opinione pubblica federale. Con una situazione del genere non si muovono più di tanto (restando a vedere cosa succede al Cremlino) gli altri leader di partito, i cosiddetti big, che solitamente corrono perdendo contro Vladimir Putin. Ci riferiamo al comunista Gennadij Zjuganov ed all’ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky. Del riformista Grigorij Yavlinskij si sono perse le tracce.
LA STELLA KSENJA
Il tempo, però, passa. Così l’annuncio della candidatura della stella mediatica, la 36enne Ksenja Sobchak, è stato l’unico evento che finora ha tentato di cambiare questo scenario. La giovane – all’apparenza una ribelle su posizioni simili a quelle delle composite opposizioni liberal-riformiste – non è una qualsiasi. È figlia di Anatolij Sobchak, uno dei padri della democrazia russa, padrino politico di Vladimir Putin. I suoi rapporti con l’attuale capo del Cremlino sono quasi familiari e diversamente non potrebbe essere. Ecco, quindi, spiegata la ragione per cui alcuni opinionisti indipendenti hanno denunciato la possibile manovra del potere per infondere interesse alle prossime elezioni. La Sobchak, però, tira dritta per la sua strada e nega qualsiasi accordo. Anzi ha tentato di radunare nella sua squadra specialisti da sempre legati al firmamento liberale, critico con Putin. Se davvero la giovane artista dovesse arrivare alle urne il prossimo 18 marzo potrebbe far confluire su di sé il voto dei giovani e quello di protesta. La Sobchak ha, però, già dichiarato che è pronta a rinunciare alla propria candidatura se potrà partecipare alle presidenziali il blogger, Aleksej Navalny. 
IL NERVO SCOPERTO
Questo è il vero nervo scoperto di tutta la prossima campagna elettorale. In teoria l’avvocato moscovita non potrebbe concorrere poiché ha subito una condanna per una passata vicenda giudiziaria. Navalny, invece, ci spera. È lui il vero antagonista di Vladimir Putin. Negli ultimi mesi, grazie alla sua crociata anti-corruzione, il blogger è riuscito a portare in piazza migliaia di persone in decine di città sparse nell’immenso gigante slavo. Navalny, però, da quanto affermano gli addetti ai lavori, non ha una vera squadra intorno a sé. 
Decine di altre persone hanno annunciato la volontà di candidarsi. Tra queste la giornalista Ekaterina Gordon, la poetessa Alina Vitukhnovskaja, la presidente del comitato dei genitori Irina Volynets. Spiccano anche monarchici, nazionalisti, imprenditori. Molti di loro cercano solo il classico quarto d’ora di pubblicità gratuita.