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 2017  luglio 30 Domenica calendario

Muore a 16 anni per una pasticca di ecstasy

GENOVA Camminava, all’improvviso è crollata. Adele ha fatto i suoi ultimi passi nella notte, dalle parti della stazione Brignole di Genova. Il suo fidanzato e la coppia di amici che erano con lei hanno chiamato i soccorsi, l’hanno accompagnata in ospedale, hanno spiegato ai medici che poco prima aveva mandato giù mdma, la sostanza chimica che appartiene alla classe delle metanfetamine e che tutti conoscono con il nome di ecstasy. Ne avevano presa anche loro ma non c’è droga che possa annullare la disperazione di quei momenti, mentre diventava sempre più chiaro che Adele se ne stava andando, che non ce l’avrebbe fatta.
Aveva 16 anni, Adele De Vincenzi, ed era di Chiavari. È arrivata all’ospedale Galliera alle 2.35 in coma profondo, venti minuti dopo il suo cuore si è arreso. E da quel momento suo padre Paolo ripete al mondo «non è possibile, non può essere».
È cominciato tutto a casa di Gabriele Rigotti, studente diciannovenne che vive con sua madre a Genova. Venerdì sera la madre non c’era e Gabriele e la sua fidanzata (una ragazza sedicenne) avevano invitato gli amici di sempre: Adele e il suo ragazzo, Sergio Bernardin, 21 anni, vita e famiglia a Chiavari. Hanno passato assieme una serata come tante e, com’era già successo altre volte, hanno buttato giù quella roba appena comprata da un pusher di Busalla, alle porte della città. L’avevano già fatto, quindi pensavano all’effetto conosciuto: avrebbero sentito quella strana euforia delle altre volte, avrebbero provato quel senso di benessere, di barriere emotive e relazionali abbattute... Erano sicuri di rileggere il copione già letto. Così dopo un po’ sono usciti per andare in centro a passare le ore che mancavano perché finisse l’effetto. Ma Adele stava male e nessuno di loro era abbastanza lucido per accorgersi che qualcosa non andava. Finché lei non è crollata.
Adesso Gabriele e Sergio sono in carcere con l’accusa di spaccio e morte come conseguenza di altro reato (domani l’udienza di convalida). Il pusher che gli aveva venduto l’ecstasy, 17 anni, è stato denunciato al tribunale dei minori che da ieri ha annotato anche il nome della fidanzata di Gabriele, la quarta del gruppo.
Il capo della squadra mobile genovese ripensa alle facce stravolte dei due arrestati e scuote la testa: «Come dobbiamo spiegarglielo a questi ragazzi che decidono di provare i brividi del fine settimana con le droghe? Cosa c’è più di una storia così tragica per far capire che non esiste la droga che “non fa niente”, come dicono loro?».
L’hanno creduto anche Adele e i suoi amici che hanno ammesso, appunto, di averne già fatto uso, «e non ci era mai successo niente».