La Stampa, 30 luglio 2017
La morte dell’ex uomo di Putin è un giallo da Guerra fredda. L’incidente a Washington nel 2015
Giallo delle spie a Washington, che minaccia di alzare la tensione con Mosca. Mikhail Lesin, ex braccio destro di Putin per la comunicazione, non era morto nel novembre del 2015 per un incidente, ma perché qualcuno lo aveva ucciso. Questa accusa, lanciata dal sito BuzzFeed sulla base di testimonianze raccolte tra agenti dell’Fbi e dell’intelligence americana, rischia di complicare ancora di più i rapporti già difficili tra la Russia e gli Stati Uniti, proprio mentre il presidente Trump è sotto inchiesta per i contatti tra la sua campagna elettorale e il Cremlino, e ha accettato di firmare la legge che il Congresso ha appena approvato per imporre nuove sanzioni a Mosca.
Lesin era uno dei leader più in vista nella nuova nomenclatura. Aveva aiutato Boris Yeltsin a vincere le presidenziali del 1996 ed era diventato ministro. Putin lo aveva tenuto al suo fianco, affidandogli la gestione della propaganda. Lesin aveva fondato Russia Today, il canale televisivo creato per diffondere il punto di vista del Cremlino e contrastare quello dei media occidentali. Il nuovo presidente Medvedev lo aveva allontanato, e Mikhail negli anni successivi aveva girato il mondo facendo spese pazze, come lo yacht da 40 milioni di dollari Serenity, le case per 28 milioni acquistate a Los Angeles e Beverly Hills, i soldi dati al figlio Anton per diventare produttore di successo a Hollywood con film tipo Fury con Brad Pitt e Dirty Grandpa con Robert De Niro. Nel 2012 Putin lo aveva richiamato a Mosca, affidandogli la guida del gigante dell’energia Gazprom e di ProfMedia. Qualcosa però era andato storto nel suo rapporto con Vladimir, e nel dicembre del 2014 Lesin si era dimesso. Aveva lasciato la Russia, inseguito da un’inchiesta americana sulle sue spese, e si era rifugiato in Svizzera. Temendo per la sua vita, aveva contattato il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e l’Fbi. Il 5 novembre del 2015 era al Dupont Circle Hotel, quando il suo cadavere era stato trovato nella stanza. Dopo un’inchiesta durata un anno, il procuratore aveva archiviato il caso, affermando che Mikhail era morto per una caduta dopo essersi ubriacato.
BuzzFeed ha sentito quattro agenti dell’Fbi e dell’intelligence che contestano questa versione. Loro non hanno partecipato all’indagine, ma i colleghi coinvolti hanno detto di essere sicuri che Lesin sia stato ucciso, da un killer russo. Il giorno dopo, infatti, l’ex braccio destro di Putin aveva un appuntamento al dipartimento della Giustizia, per rivelare come funzionava RT e la macchina della propaganda. BuzzFeed stava conducendo un’inchiesta su 14 omicidi sospetti avvenuti in Gran Bretagna, che l’intelligence attribuisce a sicari di Mosca, e quindi ha deciso di fare causa al governo americano per ottenere tutti i documenti relativi alla morte di Mikhail. Il sito ha spiegato di aver compiuto questo passo anche per il Russiagate, che indaga sulla collusione tra la campagna presidenziale di Trump e il Cremlino, pur se al momento non ci sono ipotesi di collegamento tra le due vicende. Per punire Putin dell’ingerenza nelle elezioni, il Congresso ha appena approvato a larga maggioranza nuove sanzioni. Il capo della Casa Bianca era contrario, mentre i parlamentari erano favorevoli perché i loro elettori le volevano. Quindi Trump ha deciso di firmare la legge, nonostante le ritorsioni già annunciate dalla Russia, perché non aveva alternative: se avesse usato il veto, infatti, sarebbe stato battuto.