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 1977  aprile 07 Giovedì calendario

Terroristi o malavita?

Guido De Martino come merce di scambio per ottenere la libertà di qualche «detenuto politico» come il brigatista rosso Curcio o il fascista Concutelli (1) ? È una ipotesi forse la più vicina alla verità, ma solo un’ipotesi: nulla è venuto ancora a confermarla. Guido De Martino, il trentaquattrenne segretario della federazione socialista di Napoli, figlio di Francesco De Martino, uno dei capi storici del Psi, è ormai da 24 ore nelle mani dei suoi rapitori. Chi sono? Cosa chiedono? Nessun segnale attendibile è giunto finora a far luce sui motivi e gli autori del crimine: nessuno dei gruppi eversivi che hanno già utilizzato in passato il sequestro di persona come mezzo di lotta politica o di estorsione si è finora attribuito la sciagurata impresa.
Qualche telefonata ai giornali si è avuta nella giornata di ieri a Napoli, a Roma, a Firenze, a Milano. Tre di queste telefonate rivendicavano ai Nap il rapimento, una quarta lo attribuiva a gruppi fascisti aggiungendo: «Stiamo dando anche noi la caccia a coloro che hanno rapito il compagno De Martino. I veri nappisti siamo noi. Per dimostrarvelo lasceremo un messaggio su un biglietto da diecimila lire proveniente dal sequestro Costa». Troppe telefonate, confuse, a nessuna delle quali ha fatto seguito un segno concreto, un volantino o un comunicato, con cui i gruppi eversivi sono soliti firmare le loro imprese.
Guido De Martino è stato sequestrato poco dopo le 11 di sera di martedì mentre, parcheggiata la macchina sotto casa, in via Aniello Falcone, si accingeva a scenderne. Dino D’Antuono, suo amico d’infanzia e che abita proprio di fronte, sentendo un’auto che partiva stridendo a tutta velocità, si è affacciato sospettando un furto, appena in tempo per vedere una 124 bianca che si allontanava e rilevarne i primi numeri di targa. Contemporaneamente, il D’Antuono ha visto che la macchina del suo amico De Martino era rimasta parcheggiata con le luci accese e, pensando a una distrazione, ha voluto avvertirlo telefonicamente. Ha raccolto la telefonata la moglie, la quale gli ha risposto che Guido non era ancora in casa.
Trascorso qualche minuto la signora si è allarmata, ha chiamato il suocero che abita al terzo piano dello stesso stabile. Francesco De Martino ha quindi lanciato l’allarme in questura: non potevano esser passati più di venti minuti da quando il D’Antuono aveva visto allontanarsi la 124 bianca, intravedendo due uomini sul sedile posteriore. Quando sono scattati i primi posti di blocco? Presumibilmente attorno alla mezzanotte. Comunque, poco dopo le 2 tutte le radio raccoglievano e trasmettevano i primi numeri della targa dell’auto sospetta. Di questa macchina però si è persa ogni traccia, ed anche questo è abbastanza singolare perchè di solito i sequestratori abbandonano il più presto possibile la macchina individuata. La polizia ieri mattina all’alba era però riuscita a risalire al proprietario di una 124 bianca con targa Napoli 906320: la macchina, tramite un concessionario, era stata venduta cinque o sei mesi fa a un acquirente di Ravenna.
La polizia avrebbe individuato un’altra 124 ugualmente bianca con targa 906323, che sarebbe pare in dotazione di una azienda di autonoleggio di Napoli. Può essere una traccia valida, ma è anche possibile, come si fa notare in questura, che la targa rilevata dal D’Antuono fosse falsa o costruita dai rapitori con l’uso di cifre adesive metodo già largamente collaudato.
Napoli viveva da settimane sull’orlo di una insostenibile tensione. «Anche quando vado a dormire», aveva confessato un dirigente politico della città, «tengo la giacca a portata di mano temendo che nella notte accada qualcosa». Questo qualcosa è accaduto ieri. Tragico e imprevedibile. Per la prima volta in Italia è stato rapito, come fossimo in Argentina, un uomo politico. E non si sa cosa verrà chiesto e a chi per il suo riscatto.
Bettino Craxi, arrivato nella notte tra martedì e mercoledì, ha riunito ieri mattina l’esecutivo del partito socialista. La federazione era affollata da dirigenti e militanti di base commossi. Craxi ha raccomandato «vigilanza e fermezza» nei confronti della provocazione, ha denunciato l’esistenza di un «disegno criminoso che punta a esasperare lo stato di tensione del paese». Poi si è trasferito in prefettura, dove ha avuto luogo un vertice con il capo dell’antiterrorismo Santillo, il prefetto, il questore, il procuratore generale, due generali dei carabinieri, il capo della squadra mobile. Il vertice si è protratto a lungo, mentre dalle finestre aperte su piazza Plebiscito giungevano le invettive della quotidiana manifestazione dei disoccupati. Alla fine c’è stato il solito, avaro scambio di battute tra giornalisti e autorità. I magistrati hanno risposto che «sono vincolati dal segreto istruttorio». Emilio Santillo, respingendo i microfoni, ha assicurato: «Stiamo lavorando in tutte le direzioni».
Stamane ci sarà una manifestazione popolare di protesta: parleranno Craxi, Macario (2) e Valenzi. Sono state proclamate 4 ore di sciopero generale.

Note: (1) Renato Curcio, capo storico delle Br. Il processo che lo riguardava sarebbe cominciato di lì a poco. Pier Luigi Concutelli fascista di Ordine nuovo era in carcere accusato di aver ucciso il giudice Occorsio. Pochi giorni prima del sequestro De Martino era stato condannato a nove anni per detenzione di armi. (2) Luigi Macario, segretario generale della Cisl.