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 2017  giugno 18 Domenica calendario

Un festival dedicato all’ozio. Anche far niente è un’arte

Già il programma della giornata è allettante: “8.30-12.30: niente; 12.3014.30: pausa; 14.30-16.30: niente”. D’altronde, la domenica è famosa per essere il giorno della settimana in cui il relax non può mancare o almeno, così si vorrebbe. Niente impegni, nessun obbligo e la testa che si svuota: il riposo fisico e interiore. Ma troppo spesso non finisce così. E allora, perché non creare come dire una zona protetta, in cui il “dolce far niente” diventi l’elemento unificante? Un’area e una giornata dedicata a coloro che desiderano semplicemente starsene in panciolle? È così che nasce la prima edizione del Festival dell’Ozio. In programma domani a Riese Pio X, in provincia di Treviso. Una prova per testare la pigrizia delle persone che, in un’atmosfera del tutto rilassante, potranno godere della tranquillità di una giornata all’insegna del benessere personale. «Niente tablet, smartphone e tutta quella tecnologia che caratterizza l’odierna realtà caotica precisa il sindaco di Riese, Matteo Guidolin -. L’evento vuole essere una provocazione, in controtendenza alla routine frenetica che caratterizza la vita di tutti noi dipendenti dai social». Una festa del far niente. Che bellezza. 
A organizzare è l’associazione “Ostrega”, e già il nome mette di buon umore. In collaborazione con il Comune e con il patrocinio di “Marca Occidentale”, tenterà di strappare i cittadini a pranzi coi parenti ed estenuanti gite fuori porta. Inizio alle 8.30 del mattino, come detto. Basterà portare con sé un libro, un panino e una copertina per godersi una giornatasul prato. Ci saranno dei momenti di attività quasi fisica, accenni di pilates e yoga, in cui si cercherà di esprimere il concetto di “ozio creativo” come dire, la ricerca di un equilibrio psicofisico, ma senza fare troppa fatica. «E poi niente musi lunghi, vorremmo accogliere solo persone sorridenti e con la voglia... di fare niente!» spiega ancora il sindaco. 
L’evento si svolgerà nel Parco della Poesia Andrea Zanzotto, un locus amoenus dove la pace regna sovrana. Luogo scelto non a caso: i partecipanti potranno perdersi nelle rime dello scrittore trevigiano “ozio creativo”, come si diceva esposte in varie zone del giardino pubblico. Verranno lasciati qua e là vari libri che i partecipanti potranno sfogliare nell’armonia più completa della natura. Dopotutto, come ricorda l’organizzatrice Linda Nardi, che è anche presidente dell’associazione “Ostrega”, «fare niente è un’arte», in passato sono stati molti i filosofi e gli artisti che ne hanno decantato la magia. C’è stato un tempo in cui la vita contemplativa veniva considerata lo strumento migliore per mettere in ordine i pensieri, riflettere, ispirarsi. «L’azione è nemica del pensiero», affermava lo scrittore statunitense Philip Roth in uno dei suoi romanzi più celebri. Floyd Dell, critico letterario, aggiungeva che «l’ozio non è il non far nulla, ma essere liberi di fare qualsiasi cosa». E poi Oscar Wilde: «Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo, la più difficile e la più intellettuale». 
L’ozio questo è il punto fondamentale, cari iperattivi, e il concetto alla base del festival trevigiano non va visto come un atteggiamento passivo o negativo, perché questo genere di riposo interiore è fondamentale per comprendere se stessi, confrontandosi con un mondo il più delle volte dimenticato. Rilassarsi è la libertà della mente che porta l’uomo ad apprezzare la vita. «Estraniarsi dal mondo e dalle responsabilità dei nostri impegni quotidiani, almeno per un giorno, ci serve per riprendere il controllo della nostra mente e fare il punto della situazione rimarca Linda Nardi -. L’otium degli antichi latini deve essere un momento contemplativo da dedicare al proprio “Io” più interiore». Il dolce far niente come sinonimo di felicità. A quel paese gli scocciatori: domani si ozia.