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 2017  giugno 18 Domenica calendario

L’amaca

Che c’entrano i «sette milioni di italiani in condizione di grave deprivazione materiale» con il milione e rotti di giovanissimi nati in Italia per i quali si chiede lo Ius soli? Niente. Assolutamente niente. Perché lo Ius soli non è un costo, non è un provvedimento di sostegno economico: è il mero riconoscimento di un diritto. E allora perché il capo dei Cinquestelle evoca gli italiani poveri in contrapposizione ai bambini (non ricchi) nati qui, che studiano qui, lavoreranno qui, pagheranno le tasse qui? Perché il Parlamento, secondo lui, sarebbe “in stallo” per colpa dell’irragionevole “pastrocchio” detto Ius soli.
Quello che arriva al grosso dell’opinione pubblica, di questo discorso, è molto semplice: l’Italia se ne frega degli italiani, l’Italia pensa solamente agli stranieri. È il cavallo di battaglia della destra più sovreccitata, una specie di copyright (così come la parola “buonismo”) del quale Grillo si appropria ufficialmente e per iscritto. È dunque aperta, nei fatti, la competizione elettorale tra i Cinquestelle e la destra di Salvini e Meloni. Altro che accordo sottobanco: si strapperanno i voti a vicenda, uno ad uno.