la Repubblica, 17 giugno 2017
«Torno a scuola e faccio business». Intervista a Katie Holmes
Di nuovo nei panni di Jaqueline Kennedy nella miniserie The Kennedys: dopo Camelot: per Katie Holmes la leggendaria figura di Jackie è diventata oramai una seconda pelle, avendo lei già interpretato quel ruolo nel 2011. L’attrice americana, 38 anni, si è ripresa egregiamente dopo la débâcle coniugale con Tom Cruise (da cui ha avuto una figlia, Suri) e sta adesso inanellando un ruolo dopo l’altro: Logan Lucky, Coup d’etat e il nuovo film della serie “Ocean’s” ( Ocean’s Eight). Ed è anche nella serie Ray Donovan.
«Ho una voglia di lavorare pazzesca» dice la Holmes. «E non solo al cinema: mi sento imprenditrice, voglio produrre e avere una mia compagnia, per questo mi sono iscritta a un corso di economia alla Business School di Harvard. Mi piace l’idea di saperne di più, di essere preparata ad andare oltre. Il mio obiettivo è creare un mio gruppo di lavoro e portare avanti progetti validi dando spazio a persone meritevoli, soprattutto donne». Non a caso Katie Holmes ha deciso di debuttare con un suo progetto di regia. Il film intitolato All We Had uscirà in America il prossimo 9 dicembre. Racconta la storia di una madre (la stessa Holmes) e della figlia tredicenne: vivono ai limiti della povertà e trovano casa e accoglienza in una eccentrica cittadina di provincia. «È stata una sfida che ho amato molto – confessa la Holmes – soprattutto dirigere me stessa. Una sfida che spero possa avere un seguito».
Della nuova miniserie sui Kennedy, e del suo personaggio, la Holmes dice: «Mi ha dato l’opportunità di conoscere meglio e approfondire ancora di più questa grande icona della nostra storia». La Holmes aveva sedici anni quando Jacqueline Kennedy Onassis morì di cancro nel 1994. A quell’epoca e non era ancora diventata famosa grazie a Dawson’s Creek ma aveva capito bene il fascino che esercitava la figura di Jackie, di nuovo sotto i riflettori per il centenario della nascita di JFK che ricorre quest’anno. «Quello che ha fatto in soli ventiquattro mesi alla Casa Bianca è stato straordinario – dice – ha lasciato un segno profondo anche al di fuori dei confini americani: un segno di pace, di intelligenza, di solidarietà. Mai come ora abbiamo bisogno di ricordare questa coppia fenomenale». La Holmes ora ha un sogno: diventare imprenditrice nel campo dell’intrattenimento e sta concentrando tutte le sue energie per concretizzarlo: «Ho voluto dirigere il mio primo film ma anche un paio di episodi della miniserie su Jackie per entrare di più nel ruolo: una lezione impagabile, non c’è niente come la pratica e l’esperienza diretta. Ci lamentiamo spesso della mancanza di idee originali o progetti interessanti per giovani registe e attrici di una certa età: beh, è tempo di prendere noi il timone in mano e farci carico del nostro destino».
La figlia (11 anni) segue la madre dappertutto: «Suri ha visto degli episodi di Dawson’s Creek e si è divertita a vedermi così giovane», racconta la Holmes. «Non so se seguirà le mie orme e quelle del padre, ancora non ha mostrato interesse per la recitazione ma vivendo in questo mondo non escludo che possa anche lei essere “contagiata”. Sarà lei a scegliere».
Attrice e regista, la Holmes si interessa anche di politica, un classico esempio di “Hollywood liberal”. «Il lato positivo di questa nostra disastrosa tornata elettorale e delle sue conseguenze (non fa nomi, ndr) è che le donne si sono ritrovate più unite che mai. Io sono scesa in piazza insieme a mia figlia per sostenere i nostri diritti, ed è importante per me come artista fare sentire la mia voce e continuare a trovare ruoli che sappiano ispirare altre donne. Credo sia importante continuare a creare bei ruoli femminili ma anche che la paga sia uguale a quella dei maschi».
Lei, timida e introversa, si trova a fare i conti con la gestione della notorietà. «Con l’esperienza ho imparato a essere meno timida... Ci tengo molto alla mia privacy e ho patito la mia dose di paparazzi e stalker, ma so anche godermi tutta la fortuna che mi è capitata. Più lavoro meno penso al fatto di essere famosa. Sul set si sperimenta l’uguaglianza, è una vera democrazia di talenti».