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 1977  maggio 28 Sabato calendario

Sdegno generale contro i radicali

Le violente accuse che Pannella ha concentrato giovedì sera nei suoi quindici minuti di show televisivo a «Tribuna politica» sono state seccamente respinte dai partiti e dai singoli esponenti chiamati in causa dal leader radicale. In realtà, Pannella aveva accomunato tutte le forze politiche sotto l’etichetta di «censori» e di «tenutari del regime della violenza e della corruzione», perché avrebbero boicottato, manipolando l’informazione radiotelevisiva e la stampa, la campagna radicale per gli otto referendum. La parte più rovente del suo discorso Pannella l’aveva però riservata a Cossiga e alla polizia, additati alla pubblica opinione come fomentatori ed esecutori materiali degli incidenti del 12 maggio a Roma.
Proprio dai poliziotti è venuta ieri una sdegnata replica alle dichiarazioni del deputato radicale, che li aveva definiti «lupi scesi dalle montagne per ammazzare i passanti». Un comunicato del sindacato unitario dei lavoratori di Ps, affiliato alla Federazione Cgil-Cisl-Uil, denuncia la «voluta mancanza d’obiettività» di Pannella. Secondo il sindacato, al quale aderiscono i quattro quinti degli agenti di Pubblica sicurezza in tutta Italia, «questi atteggiamenti di qualunquismo e di irresponsabilità non recano alcun contributo alla soluzione dei problemi che sono alla base della tensione esistente». L’attacco di Pannella, sottolinea il documento, è ancora più grave perché cade in un momento decisivo per la riforma della Ps, attualmente discussa alla Camera. Comunisti e socialisti, che secondo Pannella sarebbero complici della Dc nel boicottaggio delle iniziative radicali, non vogliono nemmeno prendere in considerazione queste accuse. «Non mi pare che chi si occupa seriamente di politica possa trovare nell’on. Pannella un interlocutore, e nemmeno un avversario», ci ha detto Giancarlo Pajetta della segreteria del Pci.
A proposito delle accuse di «scorrettezza» rivolte da Luciana Castellina al Viminale per la nota di replica trasmessa subito dopo la «conversazione» di Pannella (il deputato del Pdup ha chiesto che della questione venga investita d’urgenza la commissione parlamentare di vigilanza), Pajetta ha aggiunto polemicamente: «Non credo che sia in discussione la correttezza del comportamento di Cossiga; semmai bisogna chiedersi se sia stato giusto mandare in onda il proclama di Pannella. Io personalmente penso di sì, ma subito dopo doveva essere trasmessa anche la risposta di Terracini alle sue insinuazioni».
Riccardo Lombardi, da parte sua sottolinea in un articolo sull’Avanti! che Pannella «ha l’abitudine di manipolare le adesioni che occasionalmente sono date alle sue iniziative, caricandole abusivamente di significati estensivi e di adesioni totali. Egli ha usato questo metodo inammissibile a «Tribuna politica», accennando alla censura cui sarebbero stati sottoposti gli interventi da parte del quotidiano del Psi». Queste allusioni, scrive il leader socialista, «non hanno assolutamente alcun riscontro con la realtà».
Le affermazioni di Pannella contro «i cosiddetti socialisti di quella P38 di regime che è la Tv» hanno indotto i dirigenti del Psi a prendere esplicitamente le distanze dalle posizioni del Partito radicale. Vincenzo Balzamo, presidente dei deputati socialisti, ha respinto con fermezza l’impostazione del discorso di Pannella: «Non si può alimentare con tanta disinvoltura e con accuse generiche un clima di per sè molto pesante», ha detto Balzamo, che ha messo in guardia contro chi «vuole incrinare o rompere un rapporto nuovo faticosamente costruito fra polizia, cittadini e lavoratori, riproponendo contrapposizioni frontali e aprendo spirali di sospetto e di paura».
Vittima di «attacchi concentrici, abusi e prevaricazioni», Pannella ha intenzione di rispondere con una conferenza stampa, convocata per questa mattina in un albergo romano.