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 1977  maggio 27 Venerdì calendario

Pannella alla Tv 15 minuti di fuoco

«Il 12 maggio Cossiga ha costretto giovanissimi poliziotti a vestirsi da assassini per fare leggi più fasciste e ammazzare passanti». Questa è solo una delle pesantissime accuse lanciate ieri sera in Tv da Marco Pannella, nei quindici minuti di «conversazione» trasmessi in «Tribuna politica», alle quali il Viminale ha immediatamente replicato con una durissima nota. «Le accuse a Cossiga» afferma il documento, «sarebbero gravissime ingiuriose e infamanti se provenissero da altri: pronunziate da Pannella sono solo indecenti, sconsiderate e inutilmente provocatorie». Esse vanno perciò «respinte con sdegno misto a profonda pena».
Nel suo intervento a «Tribuna politica», preceduto da una nota di deplorazione votata all’unanimità dalla presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai («le accuse a Cossiga sono infondate e in contrasto con i principi di correttezza indicati nel regolamento della trasmissione»), Pannella ha esplicitamente indicato nel ministro dell’interno il responsabile dei gravissimi incidenti scoppiati a Roma il 12 maggio, dopo che era stato vietato un raduno radicale a piazza Navona, e che culminarono nell’assassinio di Giorgiana Masi. Il leader radicale si è scagliato contro i «tenutari del regime della violenza e della corruzione», che «vogliono impedire il successo degli otto referendum», un’iniziativa sostenuta da cittadini che non hanno diritto perché non sparano, non ammazzano, non si mettono alla portata delle P38 di Cossiga e dei suoi complici».
Mostrando ai telespettatori alcune fotografie di «autonomi» armati, Pannella ha aggiunto: «Il 12 maggio ce n’erano a centinaia di questi assassini di poliziotti. Ma erano poliziotti! Noi questo lo dobbiamo dire».
Il leader del Pr ha parlato dei poliziotti come di «lupi scesi dalle montagne per farci paura» e ha sostenuto che negli scontri del 12 maggio il bilancio è stato di un carabiniere ferito «con una scalfittura a un polso», mentre dall’altra parte ci sono state decine di feriti e un morto, Giorgiana Masi. «Giorgiana l’hanno respinta e uccisa, mentre andava solo a firmare», ha esclamato Pannella. In sostanza a piazza Navona, secondo Pannella, «c’era lo Stato che ammazzava per farci paura, per poter ammazzare ancora di più, ritornare magari al fascismo e per poter difendere la corruzione».
Fino all’ultimo momento il violentissimo discorso di Pannella ha rischiato di non andare in onda. Ieri pomeriggio si è infatti riunita d’urgenza la presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai-Tv, presenti deputati di tutti i partiti (tranne i radicali). Per quattr’ore la commissione ha esaminato il resoconto stenografico della trasmissione, registrata mercoledì, per decidere se censurarla o meno. Da molte parti si è sostenuto che le accuse di Pannella violavano palesemente il regolamento di «Tribuna politica», che all’articolo 1 fa divieto ai partecipanti di «imputare a persone determinate atti e fatti rilevanti agli effetti della responsabilità civile e penale», di «esprimere qualsiasi giudizio su fatti oggetto di procedimento penale, fino a che non intervenga una sentenza definitiva» e di fare «riferimenti a fatti di natura personale». Da parte dc si è anche proposto di far seguire alla «conversazione» di Pannella una replica in diretta di Cossiga. Alla fine tutti si sono trovati d’accordo nel far precedere il testo integrale del discorso del leader radicale da una breve nota, letta dall’annunciatore in apertura di trasmissione.
Umberto Terracini, tirato in ballo da Pannella come esempio di «leader comunista che ha risposto all’appello per i referendum», ha seccamente replicato all’«inaudito arbitrio» fatto dal deputato radicale, e ha definito del tutto falsa l’ipotesi avanzata da Pannella secondo la quale il Pci gli impedirebbe di esprimere le sue opinioni. «Mi guarderò bene d’ora innanzi di parlare con Pannella di qualsiasi futile o importante argomento» ha concluso Terracini.
A proposito dell’affermazione di Pannella, secondo la quale Riccardo Lombardi sarebbe stato censurato dall’Avanti! e dai «cosiddetti socialisti di quell’altra P38 del regime che è la Tv mezzo socialista, lottizzata con gente di regime», lo stesso quotidiano del Psi smentisce «queste falsità». «Pannella farnetica e ha perso il lume della ragione» conclude il quotidiano socialista.