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 2017  giugno 17 Sabato calendario

A teatro con cuscini e lenzuola per dormire

Succede, e più di frequente di quanto si creda. Succede, e suscita imbarazzi, risatine di chi ti siede accanto. Il sonno dello spettatore scatta così, ineluttabile e senza preavviso. E più si tenta di contrastarlo più il torpore ti invade, la testa crolla, sussulta, ricade. Talora con sottofondi sonori imbarazzanti, ansimi, sibili, che attirano occhiatacce da parte degli insonni a fianco.
Ma ora, per i dormienti del teatro è arrivata anche in Italia la notte della riscossa. Stanotte a mezzanotte, al Donizetti di Bergamo, prende via il primo «sleep concert» in un teatro storico, nove ore di musiche dal vivo scelte ed eseguite con l’esplicita finalità di far ronfare chi le ascolta, beatamente disteso su materassini. «L’idea – spiega Francesco Micheli, direttore artistico del Donizetti Festival – nasce da una considerazione pratica: il Donizetti chiude per restauri per due anni, le strutture verranno messe in sicurezza, le poltrone sostituite… E così, approfittando della platea sgombra, abbiamo deciso di farla vivere un’ultima volta in La notte del campanello, come s’intitola un’opera di Donizetti, dove un giovane disturba la prima notte di nozze del rivale, un farmacista, suonando di continuo alla sua porta con la scusa di inesistenti malanni».
Stavolta accadrà l’opposto. Sul teatro dove per secoli sono risuonate le melodie di Donizetti e Bellini, di Verdi e Rossini, cala il sipario. «E come meglio prendere congedo da tanti fantasmi se non facendo addormentare il pubblico nella vecchia sala?».
Un sogno di una notte di mezza estate con otto musicisti a spandere come elfi e folletti le loro magie sugli occhi degli spettatori. «Si disporranno intorno alla platea così da lasciar fluire un suono circolare, adatto a suscitare diversi paesaggi sonori, dalla lirica all’elettronica, secondo le fasi del sonno».
Un’occasione unica di fare bei sogni in un luogo improprio e senza sensi di colpa. Nel biglietto di 38 euro è compreso un kit con cuscino, lenzuola, ciabatte, calzini, salvietta. E al risveglio, caffè e croissant per tutti. «Lo sleep concert è un’esperienza speciale – assicura Micheli che prima che la platea s’addormenti sarà protagonista con Elio di Matti da slegare – la musica interagisce con le fasi del sonno, suggestiona le onde cerebrali, crea episodi onirici, specie nel dormiveglia, quando i sensi sono più ricettivi». L’esperimento di Bergamo precede di un mese un evento analogo al Concertgebouw di Amsterdam, dove il 15 luglio ci sarà un’altra nottata di sonno e musica con Max Richter (che già aveva proposto l’esperimento a Berlino). Insomma, la musica genera sonno e il sonno genera musica. E chi vuole dormire bene, vada a teatro.