Corriere della Sera, 17 giugno 2017
L’appello di Bocelli contro il consumo della carne di cane
È famoso in tutto in mondo per la sua potente voce. La stessa che, da oggi, il cantante Andrea Bocelli ha deciso di usare non per incidere un album o per un concerto ma per invitare tutti a rispettare i cani, amarli e non considerarli cibo, come avviene in alcuni Paesi dell’Estremo oriente.
«Il cane è da sempre l’amico dell’uomo, non ci tradisce mai e dovremmo cercare di restituire almeno un po’ di quello che ci di danno – dice Bocelli in un video appello – non abbandoniamoli, amiamoli e siccome sono amici non maltrattiamoli e non mangiamoli». L’artista si mostra con il suo cane Chopin: «È lui il primo che mi accoglie quando torno a casa dopo un viaggio – racconta – e non è solo mio ma di tutta la famiglia e i miei figli lo adorano». Il nome è stato scelto per un motivo preciso. «Si chiama Chopin – prosegue – perché era attratto dalla musica e quando mi esercito al piano si accuccia accanto sino a quando prende sonno». Bocelli, ha avuto anche altri amici a quattrozampe. «Il primo si chiamava Argo ed era un pastore tedesco – ricorda – perché i miei genitori, conoscendo il mio senso di libertà, mi avevano posto come condizione per comprarlo che fosse un cane guida. Appena è entrato in casa, però, ho disobbedito. Gli ho tolto il collare e l’ho lasciato libero di giocare».
L’idea di promuovere un appello con Bocelli è dell’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente e del Movimento animalista. «Abbiamo chiesto il suo aiuto – afferma – perché siamo certi che pure questa volta la sua voce smuoverà i cuori specialmente nei Paesi asiatici dove c’è commercio e consumo di carne di cane. Il fatto che siano Paesi lontani non ci autorizza a volgere lo sguardo dall’altra parte». La presidente va oltre. «Nel 2017 è stata approvata a Taiwan una legge che bandisce il consumo di carne di cane e di gatto grazie alle battaglie della fondazione World Dog Alliance che ho l’onore di rappresentare in Italia – aggiunge – ma ora non si deve abbassare la guardia e per questo continuiamo a chiedere al governo italiano e ai suoi partner europei di mantenere la pressione sui governi dell’Estremo Oriente, specialmente quelli della Cina e della Corea del Sud, perché contrastino il consumo e il commercio di carne di cane».