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 2017  giugno 17 Sabato calendario

In morte di Maurice Mességué

Corriere della Sera
Erborista, scrittore, politico, ex presidente dei club di rugby Us Montauban e As Fleurance, Mességué è stato un pioniere della fitoterapia, l’arte di promuovere salute e benessere con le piante, in Europa. Si è spento ieri nella sua casa di Auvillar, nel Sud della Francia.
Dopo aver imparato dal padre l’arte di ricavare preparati medicinali da piante e fori, a partire dagli anni Quaranta Mességué intraprende un lungo lavoro di studio e divulgazione sulle proprietà degli organismi vegetali, fino a quando, nel 1958, crea il suo laboratorio a Parigi, battezzato «Dai fiori selvaggi».
Nel 1952 pubblica il suo primo libro: «È la natura che ha ragione», un successo da cinquecentomila copie tradotto in dieci lingue, e diventato un punto di riferimento per tutti gli studiosi del settore.
Tra i suoi pazienti molti nomi noti, come Winston Churchill, Fausto Coppi, Giuseppe Angelo Roncalli (prima che diventasse papa Giovanni XXIII), Maria Callas e Jean Cocteau.
Da sempre sostenitore di uno stile di vita naturale e di un’alimentazione sana, è stato con molto anticipo sui tempi ferocemente critico dell’uso dei pesticidi in agricoltura.
Mességué diviene così il profeta del ricorso alle piante per la cura della salute e viene processato 21 volte per esercizio illegale della professione medica. Una apparente «persecuzione» che, come lui stesso ha ammesso più volte, ha contribuito ad accrescere la sua fama a livello internazionale. Nel 1971 fa il suo ingresso in politica diventando prima sindaco e poi consigliere comunale di Fleurance, piccolo comune del Sud della Francia, a pochi chilometri da Tolosa. In parallelo, continua la sua attività imprenditoriale, aprendo nel 1974 altre due società per commercializzare piante aromatiche e medicinali: «I laboratori delle erbe selvagge» e «Fleurance a casa sua».
Nel 1994 Mességué si ritira e vende le sue attività agli ex collaboratori, che le raggruppano sotto un unico marchio: i «Laboratori Mességué». Per commercializzare i prodotti, si utilizza ancora oggi lo slogan che titola il suo primo libro «È la natura che ha ragione», una frase che racchiude lo spirito dell’imprenditore.
Molti i legami di Mességué con l’Italia. Oggi a portare avanti la sua eredità nel nostro Paese c’è il figlio Marc che, dopo aver finito gli studi liceali a Versailles e aver collaborato con «I laboratori delle erbe selvagge», si è specializzato in erboristeria all’università di Siena e da anni opera in Italia con il suo Centro presso il Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio (Perugia).




Carla Massi per il Messaggero
Era il contadino guaritore. Era l’uomo che ha trasformato le conoscenze di suo padre in una rivoluzione culturale. E anche in un business sorprendente. Era colui che a chiunque gli contestava le sue certezze ripeteva: «È la natura che ha ragione». All’età di 95 anni è morto ad Auvillar, nel Sud della Francia, Maurice Mességué.
Soprannominato Il Papa delle piante è stato scrittore, uomo politico e presidente di squadre di rugby. Uno dei precursori della fitoterapia. Le erbe come cura per le malattie, in uno dei suoi primi libri Il mio erbario elenca oltre 150 patologie da poter affrontare con le piante, ma anche come principio attivo per la cosmesi.
Uomo di campagna aveva ricevuto i primi insegnamenti da suo padre che nel suo paese, oltre a coltivare la terra, faceva anche il guaritore. Per la gente che non aveva i soldi per pagarsi il medico, per chi si affidava solo ai rimedi offerti dalla natura. Proprio il padre, oltre ottanta anni fa, decise di mettere nero su bianco i suoi rimedi. Tutti raccolti nel Diario delle erbe.
LA POVERTÀ
La compagna d’infanzia di Maurice fu la povertà e la fame. Con lo stesso grembiule andò a scuola dalla prima alla quinta elementare. Ma non fu certo questa condizione a fermare il ragazzo che, proprio nelle erbe, agli inizi degli anni Quaranta vide la possibilità di dare un nuovo profilo alle cure con le piante. Riuscì ad andare avanti con gli studi, iniziò, nella sua zona, ad avere dei clienti. E dopo la guerra, quando anche la Francia cercava di rialzare la schiena, abbandonò la sua terra per trasferirsi a Nizza. Decise di fare i bagagli anche perché attaccato dai medici che lo additavano. Arrivò anche una denuncia per una sorta di ricetta a base di erbe che sui consigliò ad un uomo.
Probabilmente vedeva in Nizza un luogo dove avrebbe potuto lavorare meglio, essere compreso nella sua essenza e aprire uno studio. Ma, dopo un anno, il bilancio fu fallimentare. Nessuno bussava alla sua porta. Parliamo dei primi Cinquanta, quando la ricerca in medicina cominciava a dare i suoi frutti e un gran numero di malattie veniva curato con la chimica di sintesi. Quel calcio al passato fatto di decotti, tisane, impacchi di foglie sul petto non aiutò il giovane Maurice.
IL CASO
Fu il caso, diciamo, a venirgli in aiuto. Un giorno, camminando per le vie di Nizza, si mise a parlare con un clochard malato e pieno di piaghe sulla pelle. Gli si avvicinò e gli chiese di poterlo curare. L’altro, scettico, chiese in cambio una buona razione di alcolici e accettò. Mességué lavorò a lungo con quest’uomo piegato da ogni tipo di disgrazia, prime tra tutte la fame e la povertà. 
Nell’arco di qualche settimana lo guarì. La voce si sparse velocemente. Finché un giorno, al suo studio, approdò Jeanne Bourgeois, in arte Mistinguett. Un’ex venditrice di fiori, classe 1875, diventata attrice e cantante. Si affidò a lui e lui, in qualche modo, oltre ad affidarsi alle sue conoscenze, sperò nella pubblicità che la donna gli avrebbe fatto.
IL SUCCESSO
Da allora, il successo. Il primo passo: comprare il castello di Bazillac, vicino a dove era nato a Colayrac-Saint Cinq. Lì, sua madre aveva fatto la cameriera.
Il libro, gli altri libri, i trattamenti dimagranti, il riequilibrio fisiologico, la fitocosmesi. Tutto a base di estratti decotti, essenze. Aprì un centro a San Marino, avviò la produzione delle creme e delle tisane. Divenne colui che rimise in forma i politici come gli attori. Da Churchill a Chirac, dal cardinale Roncalli (poi Papa Giovanni XXIII) a re Farouk d’Egitto, da Grace Kelly a Gide e Utrillo. Jean Cocteau gli inviò un biglietto: «Il vostro libro è sempre vicino a me, lo consulto come fosse una Bibbia».






Vincenzo Nigro per la Repubblica
Fu il primo, o forse solo il più famoso fra i contemporanei, a teorizzare la medicina naturale. Introdusse anche il biologico, che è diventato una religione fra le tante inseguite dall’uomo contemporaneo. Negli Anni Ottanta, quando il suo percorso iniziò a diffondersi in Francia, la medicina tradizionale gli fu ostile. «Mi hanno portato 21 volte nei tribunali e davanti all’ordine dei medici, ma le mie cure hanno una loro legittimità ». Figlio di un contadino del Gers, un distretto dell’Occitania nel sud della Francia, a ridosso dei Pirenei, Mességué era nato nel 1921. Nel 1945 lascia il Gers per Nizza, dove apre una bottega per curare con le piante, come aveva imparato a fare in campagna. Il primo paziente fu un senzatetto guarito con le erbe da un eczema a un braccio. Poi toccò a una suora curata con successo per un mal di schiena. «La mia fortuna è stata la denuncia dell’Ordine dei medici di Nizza per esercizio abusivo della professione medica», ammise lo stesso Mességué, che non era né medico, né dottore ma soltanto un “praticante”. «In Francia questi processi riempivano le pagine dei giornali dell’epoca e tutto ciò contribuiva a portare il mio nome nel mondo».
Poco alla volta Mességué consolidò i suoi metodi, i prodotti e le sue cure. Fra i suoi pazienti ci furono Winston Churchill, Fausto Coppi, il cardinale Roncalli prima che diventasse papa Giovanni XIII, Maurice Utrillo e Maria Callas. Nel suo centro in Italia è passato anche Silvio Berlusconi, ma lui, Maurice, a quel punto si era già ritirato nella casa di Auvillar, dove è morto ieri. Il centro adesso è gestito dal figlio Marc. Quando proprio Marc gli disse che avrebbe voluto continuare la sua attività, Mességué gli rispose che prima avrebbe dovuto vedere 30 mila pazienti gratuitamente. Bernard Laffitte, presidente dei Laboratori Mességué, dice che «fu uno dei primi a denunciare i danni dell’inquinamento o di certe pratiche colturali».
Nel 1952 il primo libro, tirato in soli 50 esemplari: È la natura che ha ragione. Il testo verrà ristampato in 500 mila copie. Ancora nel 1958 crea a Parigi il laboratorio “Aux fleurs sauvages”, che produce cosmetici (non medicine) alle erbe. Ancora un libro e una svolta ecologista; ”Il vostro veleno quotidiano” denuncia i danni sugli alimenti dei trattamenti fitosanitari in agricoltura e degli antibiotici agli animali.
Nel 1968 i primi “trattamenti Mességué”: sotto controllo medico per un mese segue delle donne che bevono le sue tisane e assumono un’alimentazione biologica per depurarsi. Un successo. Mességué si ritirò nel 1994, passando al figlio le aziende che aveva creato. Oggi il naturale ha fatto passi da gigante. In Europa aveva iniziato lui, un piccolo contadino messo sotto accusa dalla medicina tradizionale.