Il Sole 24 Ore, 17 giugno 2017
L’auto torna a crescere in Europa
Torna in terreno positivo il mercato delle auto in Europa, dopo lo stop di aprile. Nel mese di maggio le immatricolazioni sono state 1.386.818, il 7,6% in più di maggio 2016. Una percentuale che sale al 7,7 se si include l’area Efta (Islanda Norvegia e Svizzera). Le immatricolazioni dei primi cinque mesi dell’anno hanno superato i 6,7 milioni di vetture, il 5,3% in più dello stesso periodo del 2016, un andamento compatibile con la possibilità, ribadita dai principali operatori, di recuperare quest’anno i volumi precrisi.
Secondo i dati diffusi dall’Acea, l’Associazione dei costruttori europei, le vendite di auto sono risultate in crescita in tutti i paesi dell’area a eccezione di Grecia, Cipro e Irlanda. Positivo l’andamento nei cinque maggiori mercati a cui fa capo il 74,4% delle vendite, al netto del Regno Unito, che infila il secondo segno meno (-8,5%) dopo quello di aprile.
Crescono più del mercato i primi quattro gruppi automobilistici, a eccezione di Psa. Volkswagen Group mette a segno un aumento delle immatricolazioni dell’8,4%, con Skoda e Seat che fanno un balzo del 15,2 e dell’12,1%, Renault sale del 10,4%, con 10mila immatricolazioni in più in capo a Dacia. Fiat Chrysler cresce dell’11,9%, con Alfa Romeo che registra un +47,8% mentre Jeep, penalizzata dall’attesa della nuova Compass, registra un calo del 7,3%, sebbene sul periodo gennaio-maggio perda solo l’1,6%. Da Venezia, a margine del Consiglio Italia-Usa, l’ad di Fca Sergio Marchionne è intervenuto sul tema delle indagini in Usa sulle emissioni dei motori diesel, ha escluso ripercussioni sui conti del Gruppo – «il secondo trimestre è in linea con le attese e i target 2017 sono confermati» ha detto – e ha confermato gli obiettivi del piano industriale al 2018. Marchionne ha escluso di rimanere in Fiat Chrysler oltre il 2018 e, sulla possibilità di miglioramento del rating da parte di Standard & Poor’s – che lo ha migliorato per CnhI – ha ribadito che «l’obiettivo è di portare l’indebitamento netto industriale di Fca sotto i 2,5 miliardi a fine anno». E poi ha aggiunto: «Se abbiamo cassa e a fine 2018 non ci aumentano il rating... vorrei vedere».
La crescita delle immatricolazioni a maggio «è compatibile con l’ipotesi che il mercato dell’intera Unione chiuda il 2017 sui livelli ante-crisi, 15.574.000 unità nel 2007 – sottolinea Gian Primo Quagliano a capo del Centro Studi Promotor – saranno dunque stati necessari dieci anni per recuperare l’impatto negativo della crisi iniziata nel 2008, un tempo più lungo di quello impiegato dagli altri grandi mercati mondiali». Anche l’Anfia, a cui fanno riferimento le aziende della filiera automotive, scommette sui volumi del 2017 con il presidente Aurelio Nervo che sottolinea le buone performance dei mercati principali e il contributo «non trascurabile» che arriva dai nuovi paesi membri dell’Ue, «con una crescita del 17,3% nel mese e del 15,9% nel progressivo da inizio anno». Fa ben sperare la ripresa della marcia del mercato europeo, che dura da 42 mesi, come sottolinea l’Unrae, con il pit-stop di aprile condizionato dal calendario delle festività e con le vendite nel canale noleggio a fare da driver per le immatricolazioni nella maggior parte dei mercati.