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 2017  giugno 17 Sabato calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - ANCORA RISSE SULLO IUS SOLIREPUBBLICA.ITIn Italia si è tornati a discutere su una legge approvata dalla Camera alla fine del 2015 e da allora in attesa di essere esaminata dal Senato, dove la maggioranza ha numeri molto più bassi

APPUNTI PER GAZZETTA - ANCORA RISSE SULLO IUS SOLI

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In Italia si è tornati a discutere su una legge approvata dalla Camera alla fine del 2015 e da allora in attesa di essere esaminata dal Senato, dove la maggioranza ha numeri molto più bassi. Lo ius soli riguarda soprattutto i bambini nati qui da genitori stranieri o arrivati da piccoli. Se il Partito Democratico la sostiene, le principali forze di opposizione sono contro. Forza Italia e Lega Nord in maniera decisa con la Lega che ha protestato all’interno del Senato, mentre il Movimento 5 Stelle ha deciso di astenersi, come già aveva fatto alla Camera, mentre Grillo che annuncia sul suo blog: "Non è una legge ma un pastrocchio invotabile. Basta buonismo. Pensiamo ai problemi delle persone".
"A chi agita lo spettro di minacce alla nostra sicurezza dico che c’è una sola chiave per essere in grado di contenere questa minaccia" continua il premier, "c’è un solo modo per prosciugare l’acqua a chi si radicalizza nella nostra società e la strada non è quella dei muri che si alzano, ma quella dell’inclusione. La cittadinanza a questi bambini interessa anche la nostra sicurezza, non è solo un dovere morale".

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BOLOGNA - A #Repidee 2017 è il momento di affrontare la questione, attualissima e assolutamente cruciale, della tenuta del sistema democratico alla pressione congiunta del terrorismo internazionale e dei flussi migratori dal Sud del mondo. Due tristi espressioni della contemporaneità, che per ragioni molto diverse mettono al centro del loro interesse arrivare a noi, alla nostra quotidianità, alla nostra vita. Il terrorismo per colpirla e piegarla nella paura, i migranti per viverla assieme a noi. Percorsi che, secondo qualcuno, possono arrivare a incrociarsi se le vie dei migranti diventano non solo canali di comunicazione ma persino fonti di finanziamento per i pianificatori del terrore. Due sfide a cui una società democratica deve essere in grado di rispondere, riuscendo a garantire allo stesso modo accoglienza e umanità come sicurezza e protezione per chiunque viva in questo Paese. Con l’obbligo di non cedere di un millimetro sui suoi principi. Carlo Bonini prova ad andare al cuore della storia con due suoi protagonisti: il ministro dell’Interno Marco Minniti e un procuratore specializzato nell’antiterrorismo come Armando Spataro.

Carlo Bonini: "Si parte dalla legge sullo Ius Soli. Una delle cose che colpisce del video, quattro bambini vogliono fare il poliziotto, questi bambini non italiani. Uno anche il soldato.Partirei da qui".
Minniti: "Complimenti per il video, straordinario nello spiegare quello che che c’è in discussione in Parlamento. Stamattina a Reggio Calabria c’era il giuramento degli allievi carabinieri. Il primo del corso si chiama Sing Marrai, un ragazzo di origini indiane. C’è questa usanza, la parte luccicante delle mnostrine al colo dei carabinieri viene apposta dal minisrtro dell’Interno. I genitori di Marrai erano orgogliosissimi. Marrai, cittadino a 18 anni, perché non prima? Questi ba,bini sono italiani, pensano in italiano, vanno a scuola in Italia e tifano per squadre italiane. Percvhé non dir loro siete italiani? cosa c’entra con la paura? E’ un tema cruciale. Lo Ius Soli temperato, con tutte le sue condizioni. La partita cruciale si chiama integrazione. C’è chi vuole far passare l’equazione terrorismo emigrazione. E’ sbagliata. Lo dico come chi si è cimentato con quesrto tema da tempo. Se guardiamo al terrorismo in Europa, da Charlie in poi, il problema è la mancata integrazione.Fare buona integrazione è fare un buoin servizio alPaese, rendendolo più sicuro".

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GRILLO
Continua a far discutere il ddl sullo Ius soli, il diritto di cittadinanza per chiunque nasca nel nostro Paese, approvato alla Camera nel settembre 2015 e ora in discussione al Senato. Proprio durante la votazione nell’emiciclo, oltre alla protesta dei senatori della Lega Nord, trasformatasi poi in bagarre, si è registrata l’astensione dei Movimento Cinque Stelle, già annunciata da Beppe Grillo sul suo blog.

Stamattina il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha spiegato in un’intervista a Libero il perché dell’astensione del Movimento: "È un tema che riguarda tutta l’Europa, perché con le regole attuali chi diventa cittadino italiano ha lo status di cittadino Ue. Inoltre, è mai possibile che prima di pensare al lavoro, o a un piano per dare incentivi e sgravi alle imprese che assumono giovani, oppure a un reale sostegno per le famiglie monoreddito con figli a carico, il Pd pensi a far approvare lo ius soli?". Ius soli: "Ehi, lo sai che (non) sei italiano?" Condividi   Dal suo blog, Beppe Grillo ha rincarato la dose, definendo lo ius soli non una legge, ma "un pastrocchio invotabile". Il leader dei Cinque Stelle definisce "vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda", quando in Italia molte famiglie si trovano in difficoltà economica: "Secondo l’Istat - ha continuato - 7 milioni e 209mila persone nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di ’grave deprivazione materiale’. Il MoVimento 5 Stelle non si fa le pippe pensando alle alleanze, alle cadreghe, alle lobby o alle cooperative. Pensiamo ai problemi delle persone, se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui".

"Quello dell’immigrazione - ha scritto ancora Grillo - è un problema serio e sentito da tutti gli italiani. Non parlarne e lasciare tutto come è, blaterando di xenofobia e populismo, conviene soltanto ai partiti che con le cooperative dell’immigrazione ci hanno lucrato per anni. La patina di buonismo sotto cui è nascosto questo business deve essere cancellata".

Non si è fatta attendere la replica del Pd, tramite Matteo Orfini: i Cinque Stelle "pensano che a scimmiottare i leghisti si prendano voti - ha scritto su Facebook il presidente del Pd - e che se fai un’intervista a un giornale di destra contro lo ius soli guadagni lo zero virgola nei sondaggi. Uno squallido calcolo elettorale sulla pelle di quei bambini (e non solo)".

Orfini ha risposto poi alle parole di Di Maio: "Di lavoro ci occupiamo ogni santo giorno (e non ci limitiamo a parlarne) tanto che grazie alle scelte volute dal Pd 800mila persone hanno trovato un lavoro. Ma mai accetteremo di mettere in contrapposizione diritto al lavoro e diritto alla cittadinanza. È un modo indecente di ragionare".