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 2017  giugno 17 Sabato calendario

Marotta conferma: «C’è anche la Juventus su Donnarumma»

«Donnarumma? Quando un giocatore è sul mercato, la Juventus ha il dovere di provarci». L’amministratore delegato bianconero Beppe Marotta riceve in sede. Si siede: prima di ogni cosa ha un pensiero per Erika Pioletti («Tutto il mondo-Juve è vicino alla famiglia per questa tragica scomparsa»), poi comincia a rispondere. A tutto. 
Dietro al caos-Gigio c’è la Juve?
«In questo momento no. Ma con tre punti di sospensione».
Può escludere al 100% che Gigio giocherà nella Juventus?
«È difficile per le società gestire queste situazioni perché ci troviamo di fronte a un cambiamento radicale della figura del giovane calciatore: oggi, fin da giovani – con professionisti vicini – programmano la loro carriera magari con scelte diverse dal club. Comunque: siccome questa situazione è regolamentata da norme, è chiaro che tutte le opportunità che sono disponibili la Juve ha il diritto di esaminarle. È un po’ la nostra situazione con Kean, col quale siamo praticamente d’accordo». 
L’idea Donnarumma è legata al 2018 o all’attualità?
«L’augurio che faccio è che alla fine si trovi un accordo fra le parti però, quando un giocatore è sul mercato, la Juventus ha il dovere di provarci».
Se Donnarumma dicesse: «Sarebbe bello allenarsi per un anno con un mito come Buffon»?
«È un sogno. Gigio top player? È un talento, fa la differenza».
E Szczesny dove lo mettiamo?
«Per ora stiamo lavorando in quell’ottica...».
L’ottica della Juve per la prossima stagione?
«Il management ha l’obbligo di allestire la squadra più competitiva per essere sempre protagonista. Il tutto con un mix fra attività patrimoniale, finanziaria, economica e risultati sportivi».
Quest’anno la Juve può spendere di più: giusto?
«Sì, ma il mercato straordinario è stato fatto l’anno scorso, oggi vogliamo completare e alzare ancora il tasso qualitativo. I ricavi sono più che raddoppiati, grazie agli input che ha dato Agnelli si sono valorizzate le risorse. La potenza di fuoco è aumentata».
Douglas Costa è nel mirino. 
«Abbiamo avuto l’autorizzazione dal Bayern a incontrare i suoi agenti e la disponibilità del giocatore. L’incontro coi bavaresi? Vediamo: che il Bayern voglia venderlo e che la cifra sia congrua fra domanda e offerta».
N’Zonzi?
«Ci sono stati sondaggi, non approfonditi. Chiacchiere col Siviglia? Mai. È fra i monitorati. Verratti? Fra valutazione e caratteristiche, l’investimento non ci interessa».
Matuidi? Matic? Emre Can?
«Siamo davanti a un mercato dinamico e fluido, quel che non immagini oggi si può verificare domani... Se abbiamo sbagliato a mollare Tolisso? Assolutamente no. Per caratteristiche ha un profilo tattico che non ci serviva. Cerchiamo giocatori di qualità diverse. E Douglas Costa è diverso. Iniesta? Irraggiungibile».
Torniamo all’attacco: Keita e Bernardeschi?
«Sono sicuro che Lotito non ha pronunciato quelle frasi («Marotta ha chiesto scusa per Keita», ndr) perché se le avesse dette sarebbero fesserie: conosco i regolamenti e mai mi sarei avvicinato a un giocatore di un altro club. Resta il discorso uguale a Donnarumma: quando il contratto è in scadenza c’è effervescenza nei giocatori. E c’è l’ attenzione che la Juve deve avere. Bernardeschi: un talento. Se la Juve c’è? Al momento no».
Il primo colpo sarà...?
«Direi Schick. Diciamo lui più altri due. Schick può rappresentare un patrimonio ma soprattutto un protagonista della Juve futura. Se faremo la rivoluzione sul mercato? No. Nella rosa ci saranno innesti di qualità, non comprimari. Poi dipende da chi va via, che siano – dico a caso – Cuadrado o Lemina o Sturaro... Ma gli asset più importanti non li vogliamo cedere, anche se dobbiamo confrontarci con club che offrono stipendi più alti».
Ecco: Alex Sandro cosa farà?
«Abbiamo ricevuto una proposta molto elevata (60 milioni, ndr) dal Chelsea. Abbiamo detto no. Ma riaffermo il principio di sempre: il giocatore è padrone di se stesso, e se vuole andare come successe per Pogba... Spinazzola subito alla Juve? No, giusto che faccia ancora esperienza, come Caldara».
Cuadrado out? E Bonucci?
«Zero offerte, per entrambi. Mandzukic? Resta. Marchisio? Pure, poi dipende sempre dalla volontà dei singoli...».
Neto?
«Per suo desiderio è sul mercato. Al Milan per De Sciglio? Dal Milan finora non è arrivata alcuna richiesta». 
Cosa vi ha lasciato la notte di Cardiff?
«Il risultato di una finale non è il valore assoluto di una stagione che invece è stata una delle annate più straordinarie della storia della Juventus. Dybala non ha mantenuto le aspettative? Era la sua prima finale e vale la frase di Mandela: “Non perdo mai, vinco o imparo”. Tutti hanno imparato qualcosa».
Voce di popolo: diverbio all’intervallo fra Dybala e Bonucci.
«Smentisco nel modo più assoluto, nessuna tensione fra i giocatori. Allegri dava sicurezza a tutti, io ero presente e posso testimoniare che non è successo nulla. Bonucci-Barzagli? Ma no, loro sono amici. Gli ultimi anni di Champions hanno comunque detto che la vera antagonista di un club come il Real che ha dato continuità, con un fatturato più elevato, che oggi ha la squadra più forte del mondo, è la Juventus».
Dopo il sesto scudetto si trovano gli stimoli per il settimo?
«Ci sono e ci saranno: sicuro. Si parte per vincere, è nel nostro dna. Vorrei che si arrivasse a un campionato a 18 squadre, per migliorare qualità delle squadre e collaborazione col Team Italia. Se baratterei il settimo scudetto con la Champions? No, ma la Champions è uno degli obiettivi che vogliamo. Le concorrenti di serie A stanno migliorando? Bene: più forte è l’avversario più è bello batterlo».