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 2017  giugno 16 Venerdì calendario

Musei, tornano i cinque direttori sospesi dal Tar

Tornano al loro posto, almeno per ora, i cinque direttori dei musei nominati nell’ambito della riforma Franceschini e sospesi da una sentenza del Tar. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso presentato dal Mibact; e anche se soltanto ad ottobre si avrà una decisione definitiva, possono rientrare nel pieno delle loro funzioni Peter Assmann del Palazzo Ducale di Mantova, Martina Bagnoli delle Gallerie Estensi di Modena, Paolo Giulierini dei Musei Archeologici Nazionali di Napoli, Carmelo Malacrino di Reggio Calabria ed Eva Degl’Innocenti di Taranto. La notizia è stata diffusa via Twitter, non senza soddisfazione, dallo stesso Franceschini: «Da domani (oggi, ndr) tornano in servizio».
Un vero pasticcio, scaturito dalle polemiche per i numerosi dirigenti non italiani designati (come se la nazionalità possa essere considerata un vulnus per le loro funzioni) e sfociato in una serie di ricorsi. Anche se poi, solo Assmann è austriaco. Una vicenda che era stata definita dal ministro «una figuraccia mondiale» per il Paese e aveva causato le ironie di tanti: Enrico Mentana, tra gli altri, aveva proposto di mettere a capo del Tar «un presidente straniero».
Ora, la Sesta sezione del Consiglio di Stato ha rimesso (in parte) le cose a posto, con le ordinanze 2471 e 2472, e fissato per il 26 ottobre la nuova udienza per decidere in via definitiva, con una sentenza, la legittimità delle nomine. «Considerata la mancanza di pregiudizio nei confronti dei ricorrenti vittoriosi», si legge nell’ordinanza, «titolari di incarichi che durante il corso del processo continuano a svolgere», la Corte ha deciso «in via cautelare, che i direttori, le cui nomine erano state annullate dalle sentenze del TAR, riprendano a svolgere le loro funzioni in attesa della sentenza, a tutela della loro posizione lavorativa e retributiva».
I COMMENTI
«Sono molto contenta – ha commentato Eva Degli Innocenti, da oggi di nuovo alla guida del MarTa di Taranto – di poter tornare al museo, felice di riprendere i nostri progetti, che si erano bloccati e di poter lavorare con la città che in questi giorni mi ha sostenuta». «Bisogna attendere la circolare del direttore generale del ministero – ha detto Peter Assmann, direttore del complesso museale di Palazzo Ducale di Mantova – ma credo che già domani (ogg, ndr) io possa tornare al mio posto». Anche Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico di Napoli, si è detto «immensamente felice» di «tornare al lavoro e di essere a servizio del Mibact, del Mann e di Napoli». Anche Martina Bagnoli, che viene da Walters Art Museum di Baltimora e dirige le Gallerie Estensi, si è detta felice: «Per me, ma soprattutto per chi in questi mesi ha lavorato fianco a fianco con me e ha creduto in bei progetti».
Eike Schmidt, lo storico dell’arte tedesco alla guida delle Gallerie degli Uffizi (il ricorso contro la sua nomina era stato rigettato dal Tar) ha commentato invece di essere «molto contento» per i suoi colleghi: «Sono tutti bravissime persone – ha spiegato – e sono molto felice che possano riprendere il loro lavoro e portare avanti i progetti purtroppo sospesi dopo il provvedimento del Tar del Lazio. Fortunatamente adesso potranno andare avanti con le loro ottime attività». Schmidt aveva detto il mese scorso, all’indomani della sentenza, che questa rappresentava un clamoroso «autogol» per la cultura italiana, ma anche per la sua economia.
IL CASO COLOSSEO
Il Mibact ora aspetta un altro pronunciamento del Consiglio di Stato, il prossimo 6 luglio, sulla questione della creazione del Parco Archeologico del Colosseo. Il Ministero aveva presentato un ricorso: «Stesso Tar, stessa sezione della sentenza sui direttori stranieri», aveva notato Franceschini. Che aveva anche aggiunto di faticare a capire perché «31 Musei e Parchi Archeologici autonomi, dagli Uffizi a Pompei alla Reggia di Caserta, vadano bene e il trentaduesimo, il Parco del Colosseo, giuridicamente identico a tutti gli altri, invece no».