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 2017  giugno 16 Venerdì calendario

Può essere un nuovo Watergate

COME FUNZIONA LA PROCEDURA DELL’IMPEACHMENT?
Le due camere in sessioni separate devono votare la messa in stato d’accusa del presidente. È uno dei poteri speciali attribuiti al congresso statunitense dal secondo articolo della costituzione, che riguarda la rimozione delle maggiori cariche dello stato che si sono macchiate di tradimento, corruzione, o altri crimini gravi. Il voto inizia di solito nella camera dei rappresentanti, e se approvato il provvedimento passa poi alla conferma del senato, dove la maggioranza richiesta è di due terzi dei voti. Un presidente che è stato colpito dall’impeachment deve lasciare la Casa Bianca, e il suo posto viene preso dal suo vice per il resto della durata del mandato.
C’È MAI STATO UN PRESIDENTERIMOSSO CON L’IMPEACHMENT?
No. Il provvedimento ha colpito in precedenza altri tre presidenti, ma non ha mai avuto l’effetto di farli decadere. Nel 1868 Andrew Johnson fu colpito da undici capi di imputazione per aver rimosso il ministro per la Guerra McMaster Stanton, incaricato di stabilizzare il paese alla fine del conflitto civile e protetto da una speciale legge che gli garantiva l’inamovibilità. Il voto passò alla camera ma fu sconfitto al senato. Poco più di un secolo dopo Nixon fu giudicato colpevole dalla camera di tradimento, ostruzione della giustizia, abuso di potere e vilipendio del congresso nel caso Watergate, ma si dimise prima che il senato potesse convalidare con il suo voto. Bill Clinton nel 1998 fu ugualmente dichiarato colpevole dalla camera di falso giuramento e ostruzionismo, ma il senato si rifiutò di confermare.
È REALE L’IPOTESI DI AVVIARE UNA PROCEDURA CONTRO TRUMP
Gli schieramenti si stanno allineando sul campo con sorprendenti analogie con i casi del passato. Trump ha ingaggiato un collegio difensivo che lo sta rappresentando nei confronti del procuratore generale e delle commissioni d’inchiesta parlamentare. Il procuratore speciale Mueller ha rinforzato i ranghi del suo ufficio temporaneo come se si stesse preparando a sostenere la battaglia per i voti al congresso. Il suo mandato è molto generale, e potrebbe partorire capi d’imputazione diversi, dall’ostruzione della giustizia al tradimento, se fosse provata la complicità con i russi.
TRUMP RISCHIA DAVVERO DI PERDERE LA CASA BIANCA?
No. Basta una rapida occhiata alla composizione delle due camere del congresso per capire che l’operazione sarebbe impossibile. I repubblicani vantano una maggioranza di ferro alla camera di 21 seggi, e hanno in pugno il senato con 52 voti sui 100 seggi disponibili. Va detto però che le elezioni di metà legislatura sono alle porte, e molti candidati repubblicani dovranno presto fare i conti con l’indice di popolarità di Trump che è sceso al 34%. Per questo i democratici non disperano di riuscire a far cadere il presidente.
PUÒ ESSERE PROCESSATOANCHE DALLA MAGISTRATURA?
Le opinioni giuridiche sono contrastanti al riguardo, ma la giurisprudenza prevalente dice di no. Sia nel caso di Nixon che in quello di Clinton, l’ufficio di consulenza legale del dipartimento di Giustizia concluse che un presidente non può essere incriminato, in quanto titolare di una prerogativa di impunibilità che gli permette di esercitare liberamente le sue funzioni. Inoltre si fa notare che l’accusa è molto difficile da provare in un tribunale civile, e lo sarebbe ancora di più nel caso del presidente, per la complessità delle funzioni che è chiamato ad assolvere durante il suo mandato.