la Repubblica, 16 giugno 2017
L’America di Trump. Domande e risposte
COS’È L’OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA?
È un reato federale in cui incorre chiunque tenti di “influenzare, intralciare o impedire” la corretta amministrazione della legge in un procedimento o in un’indagine in corso.
Per due motivi: 1) perché avrebbe chiesto all’ex direttore dell’Fbi James Comey di non indagare sul suo ex consigliere Michael Flynn e sui suoi rapporti con Mosca: in questo caso bisogna stabilire se quella del presidente fosse una precisa pressione oppure no. 2) per aver licenziato poco dopo lo stesso Comey: se Trump l’avesse fatto per impedire le indagini sul Russiagate sarebbe reato.
Il Dipartimento di Giustizia considera impossibile l’incriminazione di un presidente in carica a causa dei suoi privilegi esecutivi.
Attraverso l’impeachment, un processo politico e non giudiziario: servirebbe prima un voto della maggioranza semplice della Camera dei Rappresentanti, che andrebbe poi confermato dai 2/3 del Senato, presieduto per l’occasione dal presidente della Corte Suprema.
ESISTE QUALCHE ALTRO MODO PER DESTITUIRE IL PRESIDENTE?
Sì, il ricorso previsto dal 25° emendamento: in questo caso il vicepresidente e la maggioranza del gabinetto dovrebbero notificare al Congresso l’incapacità del presidente di svolgere il suo compito. Se il presidente dovesse opporsi deciderebbe il Congresso con i 2/3 dei voti.
CI SONO STATI ALTRI PRESIDENTI INDAGATI PER OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA?
Sì, due. Richard Nixon nel 1974 fu accusato di ostruzione alla giustizia nel caso Watergate. Non si arrivò all’impeachment solo perché si dimise prima della votazione. E poi, nel 1998, Bill Clinton, cui fu mossa la stessa accusa oltre a quella di spergiuro per lo scandalo Monica Lewinsky. Il presidente venne assolto dal Senato.