Corriere della Sera, 16 giugno 2017
Impeachment, la politica va a processo
NEW YORK «Impeachment», la parola magica del lessico politico americano che viene invocata quando una parte politica vuole liberarsi di «nemici del popolo» veri o presunti, è un’arma che, in realtà, fin qui si è rivelata quasi sempre spuntata. Nessuno dei 45 presidenti degli Stati Uniti che si sono succeduti alla Casa Bianca è stato mai cacciato con l’impeachment. Gli unici due contro i quali è stato attivato il procedimento sono stati processati ma non condannati: Bill Clinton, nel 1998, accusato di spergiuro e ostruzione della giustizia per il caso di Monica Lewinsky, e Andrew Johnson, subentrato ad Abramo Lincoln dopo il suo assassinio, che nel 1868 fu messo sotto accusa per aver cacciato il ministro della Guerra, Edwin Stanton.
Richard Nixon, caduto nel 1974 per lo scandalo Watergate, si dimise e lasciò la Casa Bianca prima di essere rinviato a giudizio. Altri presidenti, da Ronald Reagan a George Bush padre, furono minacciati di impeachment senza, però, che la complessa procedura (voto della Camera, commissione d’indagine indipendente, incriminazione e trasformazione del Senato in tribunale giudicante che può condannare solo col voto dei due terzi dei senatori) fosse nemmeno avviata. Il primo a essere messo sotto accusa fu John Tyler, nel 1843, ma nemmeno lui fu davvero processato.
Lo strumento dell’impeachment, previsto dalla Costituzione per perseguire i comportamenti criminali non solo di presidenti e membri del governo, ma anche di tutti i «civil officers» dell’Amministrazione federale, è stato usato anche in altri casi per tentare di colpire magistrati, ministri, capi delle agenzie governative. Possono essere sottoposti a impeachment anche i governatori e altre autorità locali perché tutti gli Stati americani, con l’unica eccezione dell’Oregon, hanno adottato le norme federali su questa materia.
Qui il caso più noto, e anche il più clamoroso, è quello dell’ex governatore democratico dell’Illinois Rod Blagojevich che, dopo le incriminazioni della magistratura, nel 2009 fu condannato con voto unanime anche dal Parlamento dello Stato per vari reati. Il più grave: aver tentato letteralmente di vendere il seggio di senatore dell’Illinois lasciato libero da Barack Obama quando fu eletto presidente degli Stati Uniti. Decaduto da tutte le cariche e condannato dalla magistratura in due processi nel 2010 e 2011, l’anno dopo Blagojevich è stato incarcerato: sta scontando una condanna a 14 anni.
Un altro impeachment importante fu quello del governatore dell’Arizona Evan Mecham, condannato nel 1988 per frode e spergiuro. Prima di lui dobbiamo andare indietro di quasi un secolo, per trovare un caso significativo: la condanna del governatore del Texas James Ferguson nel 1917.
A livello federale i procedimenti hanno riguardato quasi esclusivamente giudici delle Corti distrettuali. In tutto otto casi giunti a condanna. Gli ultimi: Thomas Porteous, giudice distrettuale della Louisiana, condannato nel 2010 per falso, e, nel 2009, il giudice del Texas Samuel Kent cacciato dalla magistratura per abusi sessuali.
Con l’attenzione tutta concentrata sui presidenti, i membri del governo e anche i capi delle agenzie federali non sono quasi mai finiti nel «tritacarne» di questa procedura. L’ultimo ministro a subire l’impeachment fu, nel 1876, quello della Guerra, William Belknap, messo sotto accusa per corruzione. Tecnicamente nemmeno quella fu una condanna: il caso fu archiviato dopo le dimissioni del ministro dall’incarico.
Nella lunga storia dell’impeachment i parlamentari compaiono sempre come accusatori e giudici, mai come imputati. Perché? Fin dall’inizio si accese una disputa giuridica sui confini della categoria dei «civil officers»: deputati e senatori lo erano? Secondo alcuni sì, secondo altri no. La prova del fuoco arrivò già nel Settecento, per la precisione nel 1797, quando il senatore del Tennessee, William Blount, fu accusato di cospirazione con uno Stato nemico, la Gran Bretagna. Discussioni lunghe e accese: poi il Senato decise di non procedere all’impeachment per non creare un pericoloso precedente, ma comunque procedette all’espulsione di Blount, usando i suoi poteri regolamentari.