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 2017  giugno 15 Giovedì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - IUS SOLI AL SENATOROMA - Una discussione trasformata in bagarre. L’approdo al Senato del ddl sullo Ius soli è stato accolto da urla fuori e dentro Palazzo Madama

APPUNTI PER GAZZETTA - IUS SOLI AL SENATO

ROMA - Una discussione trasformata in bagarre. L’approdo al Senato del ddl sullo Ius soli è stato accolto da urla fuori e dentro Palazzo Madama. Non appena il Senato ha dato il via all’esame, nell’emiciclo è iniziata la protesta della Lega Nord. Prima le grida, tra cui un ’vaffa’ partito dal senatore del Carroccio Sergio Volpi in direzione della presidenza - costatogli qualche minuto di espulsione dall’Aula - poi il balzo sui banchi di un gruppo di senatori leghisti con tanto di cartelli alla mano: "Stop all’invasione", "Prima gli italiani", "No Ius soli". Infine con il capogruppo del Carroccio Marco Centinaio che è arrivato ad aggrapparsi ai banchi del governo.

Durante la confusione la ministra Valeria Fedeli si è fatta male ad un braccio cadendo su una ringhiera. Secondo alcuni esponenti Dem, la ministra era ai banchi del governo quando i senatori della Lega sono arrivati di corsa "con i cartelloni e l’hanno spinta contro il tavolo e le sedie". Immediata la chiamata dell’ex premier Matteo Renzi, che ha aperto la via ai messaggi e ai tweet di solidarietà dei diversi esponenti politici, tra cui la presidente della Camera Laura Boldrini: "La mia solidarietà alla ministra Fedeli. Basta violenza nelle aule parlamentari. Il dissenso si esprime con le parole #IusSoli". Poi con 140 caratteri Fedeli ha rassicurato tutti: "Sto bene, grazie. Non saranno i tentativi di sopraffazione a fermare una battaglia di civiltà come lo #IusSoli". Per lei, che è dovuta ricorrere alle cure dell’infermeria, qualche cerotto e antidolorifici.
  Ius soli in Senato: la protesta dei leghisti contro il ddl sulla cittadinanza Navigazione per la galleria fotografica 1 di 21 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow Condividi  
A farsi male è stato anche il capogruppo del Carroccio Gian Marco Centinaio: alla buvette ha domandato un po’ di ghiaccio da mettere sulla mano sinistra perché "gonfia" dopo aver resistito alla presa di sette assistenti parlamentari chiamati a staccarlo dal banco del governo cui si era aggrappato. "Avevo chiesto la parola solo per dire che il ddl tornasse in commissione e invece non mi ha fatto parlare. Il presidente Grasso è noto per non farmi parlare", ha spiegato Centinaio. E aggiunge: "Sullo Ius soli non indietreggiamo di un millimetro. E lo facciamo non solo per quelli che sono fuori e ci sostengono, ma anche per i colleghi ai quali non è stata data la parola. Non mi interessa cambiare questa legge, non voglio neanche leggerla. Non la vogliamo e basta".

Reazioni. "Indecente la bagarre della Lega e il silenzio complice di M5S mentre incardiniamo lo Ius soli. Che tristezza anteporre la ricerca del consenso alla civiltà", ha scritto suTwitter la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, dopo che la protesta dei senatori leghisti nell’Aula di Palazzo Madama ha anche impedito al presidente della Commissione Affari costituzionali di illustrare la propria relazione sul provvedimento. Già ieri Finocchiaro aveva sottolineato che l’astensione del Movimento, decisa da Grillo sul suo blog, vale come un voto contrario.

Astensione da cui M5s non sembra intenzionato a uscire. "Noi manteniamo un approccio pragmatico - ha detto il senatore pentastellato Maurizio Buccarella, tra i primi del movimento a parlare con i cronisti - Non ci opponiamo a nulla. Alla Camera ci siamo astenuti. Al Senato, salvo modifiche del testo, contiamo di mantenere la posizione di astensione. Noi dobbiamo essere coerenti col nostro messaggio pragmatico, ma neanche dobbiamo avere l’ingenuità di cadere come pere mature in una trappola mediatica". Dichiarazione in linea con quanto scritto da Beppe Grillo sul suo blog, in post in cui sostiene che "concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea" per questo "tema così delicato deve essere preceduto da una discussione ed una concertazione con gli stati dell’Unione Europea, per avere regole uniformi".