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 2017  giugno 15 Giovedì calendario

Borseggi, arriva il daspo per migranti e nomadi

Daspo ai rom e ai migranti. La stretta «legalitaria» annunciata dal Campidoglio in tandem con il blog di Beppe Grillo passa anche dalle bande che saccheggiano romani e turisti sulla metropolitana. Spesso e volentieri sono minorenni, rapidi e scaltri, che entrano ed escono dai treni con il bottino in mano. Una piaga storica della Capitale che si trascina da anni. Adesso, però, il Comune ha intenzione di usare le maniere forti equiparando i predatori della metro agli ultras. Nel recente decreto del ministro degli Interni, Marco Minniti, il daspo è stato esteso al più vasto ambito della «sicurezza e del decoro urbano». In questo modo Comune e Questura possono colpire e allontanare le bande di rom che spesso e volentieri danno il peggiore dei benvenuto ai turisti. Il nuovo corso della sindaca Virginia Raggi passa anche dalla possibilità di usare questo nuovo strumento normativo. «E in parallelo rafforzeremo i controlli all’ingresso», spiegano dal Campidoglio, che insieme all’Atac porta avanti ancora il progetto dei tornelli in uscita. L’allontanamento potrà essere dalla metropolitana fino al Comune di Roma.
Ad aprire la strada è stato appunto proprio il blog di Grillo che a proposito dei rom ha voluto mostrare i muscoli: «Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori». 
L’ennesima puntata di annunci però rischia di sortire né più né meno l’effetto delle «gride manzoniane». Quando vengono bloccate le bande dei rom si scopre infatti che i ragazzi e le ragazze hanno una ridda di nomi diversi pronti a usare alla bisogna. I famosi alias. Quindi l’eventuale identificazione con foglio di allontanamento dalle metropolitane risulta complesso. La prima a sperimentare il daspo, concesso dal decreto Minniti, è stata Milano. Nel mirino sono finiti però tre writer a cui è stato comminato il divieto di avvicinarsi a tutte le linee e le fermate della metropolitana per 48 ore. Adesso anche la Capitale prova a usare le misure forti in tema di decoro e sicurezza. Ma al momento ci sono parole e dibattito politico. Attacca la deputata del Pd Lorenza Bonaccorsi: «Passate 24 ore dagli annunci di Raggi e Grillo, non è successo nulla. Non è cambiato nulla, i campi rom sono dove sono sempre stati, le stazioni delle metropolitane sono come ieri». Da destra anche Giorgia Meloni ritorna sull’argomento: «La sindaca Raggi vuole chiudere i campi rom? Lei dice superiamo i campi rom, diamogli 800 euro al mese per pagare l’affitto, 5000 euro per l’inserimento lavorativo e 10.000 a famiglia per la casa ed il lavoro. Insomma, non siamo contenti...». E il leader della Lega Matteo Salvini si rivolge a Grillo: «Servono i fatti non le parole».
LA DIFESA 
Tutto ruota infatti intorno al nuovo piano elaborato dal Comune. A difenderlo ecco Marcello De Vito, presidente dell’Aula Giulio Cesare. Spiega il pentastellato: «Adesso che il Movimento 5 Stelle dà un segnale forte, chiaro e trasparente per invertire una gestione che per lungo tempo è stata una mangiatoia sulle spalle dei più deboli e che ha ingrassato Mafia Capitale, queste stesse persone gridano alla mancanza di visione e concretezza del provvedimento». Il nuovo piano partirà dalla chiusura dei campi della Barbuta e La Monachina. I tempi non si conoscono così i luoghi dove saranno ricollocati i rom. In un mix di annunci e battaglia politica si ritorna al daspo nelle metropolitane. Provvedimento sulla carta i cui effetti concreti sono tutti da sperimentare.