Il Messaggero, 15 giugno 2017
Roaming addio, ora telefonare dall’estero costa come in Italia
ROMA Parigi, Berlino, Ibiza, Londra (almeno fin quando la Brexit rimarrà ancora solo un voto a un referendum). E poi Nizza, Dublino o una delle meravigliose isole greche. O qualunque altra località – piccola o grande, al mare in montagna in città – situata nell’ambito dell’Unione europea. Da oggi scatta la rivoluzione roaming. Addio alle angosce da bollette stratosferiche quando andiamo in vacanza, per lavoro o studio all’estero; addio ai sovrapprezzi giornalieri o a consumo; addio alla fatidica domanda: «hai disabilitato la navigazione in roaming?»; addio alla spasmodica ricerca di un aggancio internet gratuito per utilizzare whatsapp o skipe: telefonare, ricevere chiamate, inviare sms, navigare in internet, da oggi è esattamente allo stesso prezzo e alle stesse condizioni del paese di origine. Abbonamento o prepagata, poco importa: se nel contratto ci sono tot minuti compresi, tot sms e tot gigabyte, potremmo consumarli a nostro piacimento in Italia ma anche nel resto d’Europa. Finalmente, dopo annunci, ritardi, ricorsi e resistenze varie da parte degli operatori telefonici (del free roaming si è iniziato a discutere nel 2007), la rivoluzione è realtà. La parola roaming non ci farà più paura. È una piccola grande conquista dei tanto bistrattati burocrati di Bruxelles. A cui, una volta tanto, viene voglia di dire grazie. «Una vera storia di successo dell’Europa» per dirla con la dichiarazione congiunta dei presidenti del Parlamento Ue, Antonio Tajani, del premier maltese Joseph Muscat (Malta regge la presidenza di turno della Ue) e della Commissione, Jean Claude Juncker.
NO AGLI ABUSI
Attenzione, però. Esistono anche delle clausole anti-abusi da parte degli utenti: gli operatori potranno continuare ad applicare spese extra se si accorgono che i clienti stanno consumando di più all’estero che quando sono nel loro paese di residenza, oppure se si sta utilizzando il roam like home per un periodo più lungo di 4 mesi. Insomma la nuova norma vale per chi è in vacanza o si reca per altri motivi all’estero temporaneamente, per pochi mesi. Non per chi ci trasferisce per lungo tempo. A fronte di anomalie l’operatore – dopo la richiesta di spiegazioni all’utente che ha tempo 14 giorni per replicare – potrà applicare dei sovrapprezzi con dei tetti già prefissati: 3,2 centesimi al minuto per le chiamate, 1 centesimo per sms e 7,7 euro per gigabyte, più Iva. Inoltre la nuova regola non vale in Svizzera, dove il roaming – salvo diverse pattuizioni contrattuali – continuerà ad essere tariffato.
Il free roaming vale in tutti i 28 Paesi Ue, e anche in Norvegia, Islanda e Liechtenstein (per questi tre Paesi le nuove regole entreranno in vigore, però, un pò più tardi). Altra avvertenza: le telefonate dagli aerei o dalle navi in mare aperto – che utilizzano la tecnologia satellitare – non rientrano nel free roaming.
Sia le authority delle telecomunicazioni nazionali che Bruxelles vigileranno sulla corretta applicazione del regolamento. Prossima tappa: a inizio 2018, libero accesso anche dall’estero a musica, film, sport ed e-book per cui si paga un abbonamento online a casa.