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 2017  giugno 15 Giovedì calendario

Intelligenza artificiale. Così la Toyota scommette sul futuro

La Toyota scommette sulle tecnologie della connettività per essere protagonista nello scenario della mobilità del prossimo decennio. L’anno scorso negli Usa è nato il nuovo Toyota Research Institute (Tri) ed è stato affidato allo scienziato Gill Pratt – uno dei punti di riferimento nel mondo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale – con la dotazione record di un investimento di un miliardo di dollari per i primi cinque anni. Il Tri ha tra le sue priorità quella di rendere semplicemente realizzabile e intrinsecamente sicuro il flusso di dati in ingresso e in uscita dall’auto.
Il metodo con cui il centro sta procedendo verso l’obiettivo passa per accordi con imprese private sparse per il pianeta e importanti centri di ricerca, primi tra tutti quelli del Massachusetts Institute of Technology e dell’università di Stanford.
Il recente accordo del Toyota Research institute con il Mit Media Lab legato alla scelta della tecnologia Blockchain è finalizzato proprio alla raccolta, all’analisi e all’utilizzo economicamente significativo di enormi moli di informazioni da auto private, servizi di car-sharing, auto in progetti di guida autonoma, servizi di assicurazione e parcheggi. L’architettura informatica che sta alla base della valuta virtuale crittografata Bitcoin arriva così al servizio dell’auto connessa e anche dell’auto a guida autonoma.
Il futuro economico è nei grandi flussi di dati e la Toyota pare averlo molto chiaro, lo sfruttamento dell’auto come nodo cruciale nella formazione e nella trasmissione delle informazioni e lo sviluppo di grandi capacità di gestione del Big Data legate all’intelligenza artificiale, grazie al gruppo capitanato da Gill Pratt, sembrano essere gli ingredienti della sua strategia per affacciarsi al futuro andando molto al di là della tradizionale vendita di veicoli su quattro ruote. Il concetto di rete nella visione della Toyota si fonde in maniera sempre più profonda con quello di automobile. Non esiste più il veicolo come elemento indipendente da ciò che lo circonda. L’auto deve essere connessa, scambiare dati con il mondo esterno e ben presto anche con gli altri veicoli, la strada, la casa e tutto il cosiddetto IoT, Internet delle cose.
Anche il Csrc, centro studi sulla sicurezza del gruppo giapponese, dopo cinque anni di attività nei quali ha portato a termine quarantaquattro progetti, diventa Csrc Next e si dedica, grazie a un nuovo investimento di 35 milioni di dollari, allo studio di sistemi per la connettività e la guida autonoma con un programma di lavoro che arriva fino al 2021. I successi ottenuti fino ad oggi riguardano piattaforme di collaudo per sistemi di assistenza alla guida finalizzati all’azzeramento degli incidenti. I nuovi obiettivi sono nelle tecnologie per il miglioramento dell’interazione tra uomo ed automobile.
Il potenziale economico del Big Data e il grande obiettivo della sicurezza assoluta, nell’approccio Toyota si fondono in un unico grande filone di sviluppo che comprende sistemi di connettività e tecnologie per la guida autonoma. Questo grazie a decine di collaborazioni in tutto il mondo che però hanno la loro base strategica negli Stati Uniti, ritenuti evidentemente dal costruttore giapponese l’ambito ideale per la nascita delle nuove soluzioni di mobilità e di business legate a tecnologie digitali.