La Gazzetta dello Sport, 15 giugno 2017
È il D-day: Raiola sbarca a Milano. Oggi il vertice su Donnarumma. Super clausola o rischio rottura
È salita all’improvviso la temperatura: proprio alla vigilia del D-Day rossonero per decidere il futuro di Gigione Donnarumma. I contatti telefonici di martedì avevano aperto le porte alla speranza, con espliciti segnali di distensione tra le parti. Eppure, con il passare delle ore ieri gli equivoci hanno preso il sopravvento, oscurando le buone intenzioni dei giorni precedenti. A prescindere dagli aspetti economici è emersa una marcata differenza nella gestione mediatica del caso. Sfumature? Beh, per il giocatore e chi gli sta intorno una pressione psicologica fuori dalla norma. Il Milan ha fretta di blindare il suo gigante. Invece Mino Raiola non gradisce l’esposizione per il suo assistito. E nel summit-verità oggi pomeriggio (a Casa Milan) quest’argomento peserà più di tanti altri. L’a.d. rossonero Marco Fassone stavolta scenderà in campo in prima persona dopo che il d.s. Max Mirabelli aveva gestito da solo il faccia a faccia di Montecarlo di dieci giorni fa.
Dentro o fuori Del resto i vertici di via Aldo Rossi non intendono portare la questione per le lunghe. E premono per un lieto fine in tempi brevi. Per venire incontro all’agente italo-olandese nelle ultime battute ha preso piede l’idea che una clausola possa accompagnare la firma per il rinnovo del 18enne Gigio sino al 2022. E il Milan si fa forte di questa disponibilità per convincere i rappresentanti di Donnarumma (Mino ed Enzo Raiola) ad imprimere alla trattativa l’accelerazione finale. In realtà gli ultimi exit poll ieri non sono stati così univoci. Chi ha parlato con Fassone e Mirabelli ha percepito la loro cautela su un verdetto ancora (pericolosamente) in bilico. E anche dall’entourage di Donnarumma sono filtrati segnali di nervosismo, con una serie di puntualizzazioni di non poco conto.
L’alternativa Di sicuro Donnarumma avrebbe evitato volentieri lo strisciante aut aut di queste settimane, con il rischio di una pericolosa contrapposizione con una tifoseria che (pure) lo aveva eletto a proprio beniamino. Ovviamente il Milan vota per un lieto fine e punta sul ritorno dell’amore tra Gigio e i tifosi, a riprova che questa vicenda ha una sostanziosa componente di passionalità. In questa storia c’è stato un autentico braccio di ferro psicologico, visto che il Milan a più riprese ha lasciato intendere di riservarsi l’opportunità di ingaggiare un altro portiere per contendere la maglia da titolare a Gigione. I nomi di Szczesny, Neto e Reina non sono comparsi a casaccio. Lo stesso Fassone ha demandato a Montella la scelta tecnica per affidare la maglia da titolare in caso di mancato rinnovo di Donnarumma prima del raduno.
Sensazioni Ma in queste ore frenetiche è davvero tutto possibile. Ed è possibile che gli interlocutori, dopo un approccio a brutto muso, abbiano la capacità di ritrovare in tempo la strada maestra. Ma non va sottovalutata l’ipotesi di una clamorosa rottura. Più per una questione di principio che per altro. E sarebbe un peccato, vista l’importanza della posta in palio per tutti. Donnarumma è una calamita di entusiasmi per il progetto milanista: e in via Aldo Rossi sanno bene quanto conti questo aspetto.
L’offerta Un punto, infatti, è incontrovertibile. Mirabelli a Montecarlo, a casa-Raiola, ha messo sul piatto le cifre: un quinquennale da 4 milioni di euro netti più ricchi bonus per arrivare a 5 milioni stagionali. Invece i rappresentanti del giocatore (che ora guadagna 150 mila euro) non hanno ancora fatto una richiesta economica. E non è detto che lo facciano in questa tornata. L’impressione è che il capitolo finanziario passerà fatalmente in secondo piano se non decollerà un accordo di principio (quantomeno) sulla fatidica clausola. Se a Montecarlo l’argomento era emerso a mo’ di provocazione (10 milioni di euro), adesso ha senso che l’approfondimento si basi su cifre ben più sostanziose per il club. A meno che le parti non decidano di cambiare radicalmente i presupposti economici di questa trattativa.
Scenari Il rischio di una fumata nera è concreto. Con inevitabili code polemiche. Anche perché sullo sfondo c’è il mercato, vale a dire l’interesse di chi può portar via Gigio a condizioni vantaggiose, visto quel contratto in scadenza tra soli dodici mesi. Nelle ultime battute si è riparlato del Real Madrid, ma all’orizzonte resta anche il Manchester United (solo per citare i club più in vista). Ma qualunque cifra intendano offrire, Mister Li questo aspetto è stato molto netto sin dall’inizio: «Donnarumma non è in vendita, non ha un prezzo». Da qui la prospettiva più triste: un anno da separato in casa per Gigio. E se invece i contendenti decidessero di aggiornarsi a breve? Probabile. Anche una fumata grigia va messa nel conto, a dispetto delle rigidità affiorate nel pre-match. Su questo virtuale ring manca purtroppo un arbitro. L’auspicio è che il buonsenso aiuti tutti.