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 2017  giugno 15 Giovedì calendario

«Il bandito ha mirato a mia moglie, dovevo salvarla» ha detto il gioielliere pisano ai carabinieri

PISA «Mi ha puntato la pistola in faccia uno dei due rapinatori e mio marito mi ha difeso» ha raccontato la moglie del gioielliere pisano ai carabinieri. Giuliana Malucchi era ancora scossa e con le lacrime agli occhi. Si è consumato tutto così in fretta, meno di mezzo minuto: è l’ora di chiusura, martedì, in una strada fuori dal centro storico di Pisa. Alla porta della gioielleria si presenta un cliente che era venuto il giorno prima a vedere delle collane, gli viene aperto, ma con lui entra una seconda persona con un passamontagna. Meno di mezzo minuto e Simone Bernardi, 43 anni, romano, scarcerato a marzo dopo aver scontato la pena per una serie di rapine, finisce a terra colpito da due pallottole sparate dal gioielliere Daniele Ferretti, 70 anni, ora indagato per omicidio volontario, anche se la procura sottolinea che si tratta di «un atto tecnico a tutela dell’indagato». Ferretti aveva già subito in passato due rapine e in una di queste, era stato accoltellato e lasciato agonizzante nel suo negozio: «Ci siamo difesi, loro hanno sparato per primi verso mia moglie e io ho reagito» ha spiegato il commerciante ai militari dell’arma. I bossoli recuperati sono otto, due partiti dalla pistola del rapinatore che è riuscito a fuggire con un complice che aspettava fuori, gli altri dal gioielliere. La sequenza è stata ripresa dalle telecamere interne, ma le immagini non permettono al momento di dire con certezza chi ha fatto partire il primo colpo.
«La difesa di fronte a una minaccia imminente è molto chiara – spiega il procuratore Alessandro Crini – e in questa fase la nostra priorità è cercare e individuare gli altri due rapinatori. L’iscrizione nel registro degli indagati del gioielliere è un aspetto necessario per consentirgli di difendersi con il massimo delle garanzie anche a fronte degli atti irripetibili che faremo, a cominciare dall’autopsia e dall’esame balistico».
Solidarietà al commerciante è stata espressa da centinaia di messaggi sui social e dalle associazioni di categoria a cominciare dalla Confcommercio che ha promosso una raccolta fondi per sostenerne le spese legali. «Il gioielliere è una persona per bene – ha detto il sindaco Marco Filippeschi – A quello che è accaduto dobbiamo avvicinarci con equilibrio e rispetto, siamo comunque di fronte a un dramma».