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 2017  giugno 15 Giovedì calendario

Ius soli, il governo pronto alla fiducia. Maggioranza unita, Alfano verso il sì

ROMA Per lo Ius soli potrebbe essere la volta buona. Oggi il ddl che concede la cittadinanza ai figli di immigrati nati o cresciuti in Italia viene incardinato in aula al Senato, dove è fermo da più di un anno. Ma vi arriva senza relatore, o meglio relatrice visto che si tratta della senatrice di Mdp Doris Lo Moro, perché la commissione Affari costituzionali non è riuscita a licenziare il testo di fronte all’ostruzionismo a oltranza della Lega Nord. Poco male, il provvedimento approda nell’emiciclo di Palazzo Madama anche se tutti i problemi non sono stati risolti in commissione, tenendo fede anche alla promessa del presidente Pietro Grasso per cui lo Ius soli rappresenta «una priorità».
Nel Pd sono convinti che al 90 per cento il ddl sulla cittadinanza verrà votato con la fiducia: non c’è via di uscita dalla montagna di emendamenti presentati dal Carroccio, decuplicati in queste ultime ore da 8mila a 80mila, secondo una prassi non nuova al partito di Matteo Salvini. A conti fatti, in caso di fiducia, i Dem sono sicuri di portare a casa la legge superando agevolmente la maggioranza qualificata, che è pari a 161 voti. Dando per scontati i 98 senatori del Pd, i 16 di Mdp e i 24 di Ap (sarebbero 25, ma è in forse il voto di Maurizio Sacconi, legato a Stefano Parisi), grazie al contributo di Sel e Gruppo Misto (13 voti) e Autonomie (altri 11-12) si potrebbe racimolare qualche “sì” in più, per arrivare a 162-163 voti, fino a un massimo di 165.
Nella maggioranza aleggia dunque una relativa serenità, centristi compresi. Nonostante i recenti mal di pancia del loro leader Angelino Alfano, escluso dal patto a quattro, poi fallito, sulla legge elettorale, la capogruppo Laura Bianconi assicura che il voto di Ap sarà compatto. Il diverso atteggiamento dei centristi, pronti fino a pochi giorni fa a dare battaglia sulle leggi rimaste in sospeso in Parlamento, si spiega proprio in nome della tenuta del governo, dopo che il rischio di elezioni anticipate sembra ormai scongiurato. «Entro giugno ce la faremo ad approvarlo» assicura Bianconi, che conferma l’ipotesi della fiducia: «Avremmo voluto fare qualche cambiamento, non di sostanza, a questo punto il testo va bene anche così». Ma avverte i colleghi del Pd: «Basta con le battute antipatiche sulla possibilità che il governo cada al Senato. Veleggiamo tranquillamente fino a fine legislatura». Una risposta rassicurante arriva dal capogruppo Pd in commissione Giorgio Pagliari, già scalzato dalla presidenza della commissione Affari costituzionali dall’alfaniano Salvatore Torrisi: «Niente scherzi, noi ci fidiamo della capogruppo Ap. Ci sarà da lavorare in aula, ma troveremo qualche escamotage, magari un “canguro”, per aggirare i finti emendamenti dei leghisti. Il testo è equilibrato». Uno Ius soli “temperato”, come lo ha definito il segretario del Pd Matteo Renzi, sostenuto con forza anche dagli scissionisti bersaniani: «È già un successo averlo portato in aula, il rischio era che non ci arrivasse proprio» afferma Doris Lo Moro. L’unica che, per il momento, esclude la fiducia: «La legge dovrebbe passare senza cambiare una virgola».
La Lega va avanti per la sua strada senza calcolare l’astensione del M5S, decisa da Beppe Grillo sul blog, che come sottolinea anche la ministra Anna Finocchiaro al Senato vale come voto contrario. «Non mi fido dei grillini, sono la nostra brutta copia», dice il capogruppo leghista Centinaio. Che annuncia propositi belligeranti: «Faremo come il villaggio di Asterix contro l’esercito romano, combatteremo in 12 contro 300».