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 2017  giugno 14 Mercoledì calendario

E sposarsi non fu più reato. Cinquant’anni fa la sentenza che consentì le nozze miste. E la storia dei coniugi Loving diventa festa social

La Storia è un hashtag, inevitabilmente rimbalza sui social media e invade il mondo di lingua inglese con la parola #Lovingday, “giorno dell’amore” ma, anche, e soprattutto, “giorno dei Loving”. Come Richard e Mildred Loving: poco più che diciottenni, si erano sposati a Washington, nella capitale (lei aspettava un bambino), e erano poi tornati tranquilli nel loro paesino, Central Point, Virginia. Una notte, poche settimane dopo, lo sceriffo e i suoi vice fecero irruzione a casa Loving, arrestando i coniugi per aver violato la legge, colpevoli di «imbastardire la razza» – quella bianca ovviamente – perché Richard era bianco e Mildred nera. Furono condannati a un anno di reclusione, pena sospesa in cambio dell’espulsione dalla Virginia, il loro Stato, banditi per venticinque anni. I Loving lasciarono gli amici e le loro famiglie, e andarono a vivere nella capitale.
Una storia dei tempi oscuri precedenti alla guerra civile americana? No, successe nel 1958 (la legge sulla purezza della razza, in Virginia, che riletta oggi pare stilata dal Ku Klux Klan, risaliva al 1924). Nel 1964 Mildred scrisse al ministro della Giustizia, Bobby Kennedy: voleva tornare a casa. Kennedy la mise in contatto con gli avvocati dell’unione dei diritti civili, la Aclu ora in testa alla «resistenza» anti- Trump, e fece causa allo Stato della Virginia. Tre anni dopo, nel 1967, la causa intentata dai Loving arrivò alla Corte Suprema che, con voto unanime, cancellò tutte le leggi contrarie ai matrimoni misti che erano rimaste nella nazione (in maggioranza nel Sud, ma furono 41 su 50 gli Stati che, almeno in un momento della Storia americana, ebbero nel loro ordinamento leggi che proibivano i matrimoni interrazziali).
Ieri era il cinquantesimo anniversario di quella sentenza unanime: Richard e Mildred non ci sono più, ma Internet ha festeggiato per loro, la foto del primo bacio “legale” dei Loving dopo la sentenza, ritwittata a più non posso.
Coppie interrazziali (sposate e non) hanno scambiato le loro foto, con orgoglio, e le foto dei loro genitori, e delle coppie interrazziali famose, come il sindaco di New York Di Blasio, d’origine italiana, e la moglie afroamericana. Si sono unite in questa festa digitale anche tantissime coppie gay – la sentenza della Corte Suprema che due anni fa legalizzò le nozze gay in tutto il Paese fece riferimento, come precedente, proprio alla sentenza del caso Loving.
Qualcuno sui social si è lamentato che un uomo giudicato negli anni 80 troppo razzista per fare il giudice federale, Jeff Sessions, oggi sia ministro della Giustizia e sieda alla scrivania che fu di Bobby Kennedy. Vero, come è altrettanto vero che il 2017 sarebbe sembrato impossibile 50 anni fa: oggi una coppia americana su sei è interrazziale.
Barack Obama, figlio di un africano e di una ragazza del Kansas, dopo aver vinto le primarie del 2008 nel bianchissimo Iowa che lo proiettarono verso la Casa Bianca gridò dal palco: «Dicevano che questo momento non sarebbe mai arrivato». Si sbagliavano, perché forse la Storia non è un hashtag ma viaggia in una direzione sola. Sempre Obama, disse che «quel che c’è di sbagliato, in America, può essere risolto grazie a quello che c’è di buono». Una cosa da ricordare nei momenti brutti, anche quando sarà passato il #Lovingday.