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 1977  aprile 24 Domenica calendario

Parroci all’armi! Gridò il Vaticano

Il Mistero buffo televisivo di Dario Fo non è decisamente piaciuto in Vaticano: la trasmissione è stata definita «disgustosa, grossolana e avvilente» dal direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Romeo Panciroli; e il Cardinal vicario Ugo Poletti ha telegrafato direttamente a Giulio Andreotti: «Interprete innumerevoli cittadini e organizzazioni romane, esprimo dolore e protesta per dissacrante e anticulturale trasmissione televisiva Mistero buffo di Dario Fo, cui aggiungesi profonda umiliazione per inconcepibile volgarità in pubblica trasmissione che avvilisce nazione italiana davanti al mondo».
E oltre Tevere si lascia capire che sulla trasmissione di Fo si prepara un’offensiva pesantissima, anche diplomatica, per chiedere la testa non solo dell’attore-autore, ma anche dei dirigenti della Rai che hanno autorizzato l’emissione. Lo annuncia il giornale vaticano il quale minaccia: «Ci saranno altri modi per esprimere nei giorni a venire nelle dovute forme il dissenso per l’episodio».
Sempre l’«Osservatore romano» riferisce di decine di telefonate giunte in redazione, tutte di indignati cattolici che chiedono l’oscuramento del video e l’omissione dell’audio per il diabolico Fo. In Vaticano non si coltivano dubbi: l’ironia giullaresca sul papato e i suoi misfatti, sia pure di secoli lontani, non si deve fare. Anzi: questa ironia «è destinata a produrre la disgregazione di tutta la società italiana», dato il suo carattere di «provocazione» che «favorisce non l’elevazione, ma la degradazione della società».
Ma lo scandalo, per il Vaticano, varca le frontiere ed assume dimensioni internazionali se non planetarie: «È la prima volta», dichiara padre Panciroli, «che su una rete televisiva nazionale si trasmette un programma così dissacrante da quando esiste la televisione nel mondo».
Intanto si annuncia che i parroci saranno invitati a parlare (male) del Mistero buffo dall’alto del pulpito domenicale. È quanto invita a fare l’«Osservatore romano» il quale chiede una purga nella Rai ponendo il seguente drammatico quesito: «Come è possibile che le autorità preposte alle radiotelediffusioni in Italia abbiano consentito ad una operazione destinata così chiaramente a ferire la coscienza dei cattolici?».