Il Messaggero, 13 giugno 2017
Bivacchi e tuffi nelle fontane. A Roma sarà tolleranza zero
ROMA Multe e tolleranza zero. Subito flotte di vigili, poi arriveranno anche gli steward. Nella Capitale le fontane torneranno a essere fontane. Dopo un eterno campionato di tuffi e continui esercizi di stile (rana, dorso, libero...), dopo i bivacchi e le arrampicate in solitaria, il Comune dice basta, ora si cambia. Almeno sulla carta.
Ieri mattina è arrivata l’ordinanza della sindaca Virginia Raggi. «La bellezza di Roma deve essere rispettata da tutti. Non tolleriamo episodi contrari alle regole di decoro urbano e vogliamo tutelare il patrimonio storico, artistico e archeologico di Roma», ha spiegato su Facebook la grillina che ha così inaugurato una «sterzata legalitaria» a un anno dalla sua elezione. I divieti interesseranno le principali fontane dell’Urbe.
Trentasette quelle inserite nel provvedimento: capolavori derisi e violentati dal turismo mordi e fuggi ma spesso anche dall’inciviltà dei romani. Oltre al bollino della sindaca, ci sono anche quelli del capo dei vigili Diego Porta e del Sovrintendente Claudio Parisi Presicce.
I SITISi va dalla Fontana di Trevi (che dalla Dolce Vita in poi è diventata sempre di più una piscina) alla Barcaccia di piazza di Spagna (sfregiata dai tifosi del Feyenoord nel febbraio del 2015) fino alle fontane di piazza Navona (Quattro Fiumi, del Moro e del Nettuno) a quelle di piazza del Popolo (dei Leoni, del Nettuno e della Dea Roma). Interessate dal divieto anche fontane che si trovano nelle zone della movida prese d’assalto nelle serate estive: la Fontana dei Catecumeni in piazza della Madonna dei Monti, quella dell’Acqua Paola a piazza Trilussa. Eppoi la Fontana di piazza Santa Maria in Trastevere, la Fontana di Campo dè Fiori. Elencate nel provvedimento anche la Fontana del Tritone in piazza Barberini, quella della Navicella, le fontane dei due Mari in piazza Venezia, la fontana in piazza dell’Aracoeli, la Fontana delle Naiadi in piazza della Repubblica, Fontana della Dea Roma in piazza del Campidoglio e la Fontana Mostra dell’Acqua Paola in via Garibaldi che i romani conoscono come il fontanone.
I divieti dell’ordinanza – che scadrà il 31 ottobre – comprenderanno i bivacchi, il consumo di alimenti o bevande. Ma non si potrà nemmeno mettersi seduti, né tantomeno arrampicarsi, lavare animali e indumenti, fare bere animali. Anzi.
Sarà sanzionabile anche il comportamento di chi vi verserà liquidi o getterà qualsiasi oggetto ad eccezione del tradizionale lancio di monetine. Soprattutto i turisti non potranno bere dall’acqua che zampilla da questi monumenti.
Un’usanza che spesso riguarda la Barcaccia di piazza di Spagna. Per i tuffi la multa è di 450 euro. Per gli altri divieti si va da un minimo di 40 a un massimo di 240. In Comune salvo casi clamorosi stanno pensando di applicare una penale di 80 euro.
LE VILLE
Non solo repressione e controlli, ma anche informazione. Spiega infatti Marco Cardilli, delegato per la sicurezza della sindaca Virginia Raggi: «Installeremo dei pannelli su dei totem mobili, in lingue anche straniere». Il simbolo rimane la Fontana di Trevi, dove da questa mattina è previsto anche il debutto della canalizzazione dei turisti. I visitatori potranno accedervi solo dall’ingresso centrale per poi uscire da quello sul lato sinistro. Rimangono fuori dall’ordinanza, invece, le fontane che si trovano dentro le ville e i parchi storici. Come Villa Pamphilj così come Villa Borghese, Villa Ada, Villa Sciarra, Celimontana.